Trentamila imprese in affanno: «Ammortizzatori e stop tasse»

29 Gennaio 2017

PESCARA. «Trentamila imprese con danni, tra tutti i settori. E diciamo che, come stima, per quanto riguarda soltanto l’artigianato, per mancato fatturato, si sono avuti, come danni, dai 25 ai 30...

PESCARA. «Trentamila imprese con danni, tra tutti i settori. E diciamo che, come stima, per quanto riguarda soltanto l’artigianato, per mancato fatturato, si sono avuti, come danni, dai 25 ai 30 milioni di euro». È la stima effettuata dalla Cna, la confederazione nazionale degli artigiani, attraverso il direttore, Graziano Di Costanzo, successivamente ai giorni che hanno colpito la regione, tra maltempo e terremoto. «Per le imprese non si tratta soltanto di essere rimaste chiuse. Ci sono stati dei veri e propri danni», fa sapere Di Costanzo, «in quanto, per dirne una, per gli sbalzi di tensione, in una lavanderia di Teramo si sono bruciati i macchinari. Poi», continua Di Costanzo, il quale annuncia che la Cna ha inviato ai propri associati una scheda da riempire su cui indicare quale sia la situazione di ciascuna attività, dopo le calamità che si sono susseguite, «per far fronte alla crisi, chiediamo la sospensione delle imposte». L’allarme arriva anche dai sindacati e da Confindustria - dopo quello lanciato dagli operatori del turismo nei giorni scorsi, visto il crollo delle prenotazioni che hanno denunciato - con i primi che chiedono l’attivazione degli ammortizzatori in deroga per far fronte ai problemi dei lavoratori, mentre Confindustria Abruzzo, così come la Cna, chiede una sospensione delle tasse. L’auspicio, per tutti, è ora un rilancio immediato. «Noi avevamo bisogno che gennaio fosse il mese della ripartenza», sottolinea Maurizio Spina, segretario della Cisl Abruzzo e Molise, «ma, ovviamente, l’emergenza ha avuto l’effetto di spostare l’attenzione, e ha ritardato tutti i confronti che avevamo sollecitati, alla Regione, sugli investimenti. Ora abbiamo necessità», precisa Spina, «di far ripartire la fase delle intese con gli strumenti di programmazione, mentre abbiamo chiesto che vengano proposti gli ammortizzatori in deroga».

Per i sindacati, dunque, occorrerebbe che la cassa integrazione fosse estesa anche alle piccole aziende. La spinta a ripartire, con i sindacati che hanno già chiesto ai parlamentari abruzzesi un incontro che dovrebbe tenersi il primo lunedì di febbraio, arriva anche dalla Uil, con il segretario regionale Roberto Campo. «Ora occorre una massiccia partenza con i bandi», esorta il sindacalista riferendosi al reperimento dei finanziamenti regionali, «i quali sarebbero dovuti partire in gennaio. Io credo che con questi investimenti», ha proseguito Campo, «si possa creare una reazione positiva». E se la Cgil, con il segretario regionale Carmine Ranieri, chiede di ripartire subito «senza intoppi burocratici», il presidente di Confindustria, Agostino Ballone, nel sottolineare che i danni maggiori si sono registrati soprattutto «nella provincia di Teramo, ma anche nell’entroterra pescarese, nell’aquilano, nel sulmonese e nell’avezzanese», chiede anche che il governo «prenda atto del disagio diffuso, con strumenti adeguati: la sospensione di tasse e contributi».

Vito de Luca