Tribunali minori, il vice di Nordio rivela a Testa il “piano di salvataggio”

Sisto risponde all’interrogazione del deputato pescarese Per Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona si cambia rotta
L'AQUILA . Il Governo spalanca le porte alla concreta possibilità di salvataggio dei tribunali di Vasto, Lanciano, Sulmona e Avezzano. Rispondendo a un'interrogazione del deputato abruzzese di Fratelli d'Italia, Guerino Testa, il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto (FI), ha in sintesi dichiarato che, alla scadenza della proroga fissata al 2025, sarà possibile mantenere aperti questi uffici. Ecco le sue parole.
RIFORMA DEI TRIBUNALI. «Deve essere innanzitutto ricordato», ha detto Sisto, «che la riforma della geografia giudiziaria intendeva razionalizzare la dislocazione territoriale degli Uffici giudiziaria di primo grado, garantendo la permanenza dei tribunali nei comuni capoluogo di provincia e assicurando la presenza di almeno tre tribunali, e delle relative Procure della Repubblica, in ogni distretto di Corte d'Appello. L'auspicato obiettivo, nell'ottica della spending review, puntava a ridurre il numero dei tribunali con l'allocazione delle risorse disponibili in funzione dei carichi di lavoro. Riforma che non ha dato gli esiti sperati». Il vice ministro ha proseguito assicurando che ora «il Governo sta affrontando la problematica, al fine di trovare le soluzioni più idonee, tenendo conto che dal 1° settembre 2015 c'è stato il trasferimento dai comuni al ministero della Giustizia delle spese obbligatorie di funzionamento per gli uffici giudiziari. E di recente sono stati formati dei gruppi di lavoro per verificare la possibilità di conciliare l'efficienza del sistema giudiziario, mediante la razionalizzazione e la digitalizzazione, con la doverosa risposta giudiziaria di prossimità che lo Stato deve garantire».
LA RIMODULAZIONE. La strada per la salvaguardia dei cosiddetti "tribunali minori" è tracciata. «Il Governo ha già prorogato al 1° gennaio 2025 il rinvio della soppressione dei tribunali dell'Abruzzo», ha sottolineato il vice ministro nel passaggio chiave della risposta all'interrogazione di Testa, «e ha all'esame la possibile riapertura degli uffici giudiziari già soppressi, anche con eventuale rimodulazione delle competenze territoriali. La priorità dell'intervento ha imposto l'inserimento di un disegno di legge già nella legge di Bilancio 2023 e, quindi, nel documento di Economia e finanza licenziato dal Consiglio dei ministri». Una decisione presa anche alla luce «della necessità, evidenziata da più parti», ha concluso l’esponente di Governo, «che i tribunali soppressi continuino ad operare muniti della dotazione di personale necessaria ad assicurarne l'efficiente operatività».
LA SODDISFAZIONE. «La risposta che ha fornito il vice ministro Sisto, all’interrogazione da me presentata per conoscere quali iniziative il ministero della Giustizia intenda intraprendere nel corso della legislatura, volte a garantire il mantenimento dei presidi giudiziari della regione Abruzzo, ci soddisfa e conforta», evidenzia Testa, «per due ordini di motivi: fa riferimento al parere favorevole del Governo su un ordine del giorno, che sarà allegato al decreto sul Pnrr, in cui l’esecutivo si impegna a mantenere gli organici dei tribunali che dovrebbero essere soppressi, per assicurare l’efficiente operatività. Inoltre il ministero ha disposto la formazione di gruppi di lavoro per verificare la disponibilità di conciliare l’efficienza del sistema giudiziario con la doverosa risposta di giustizia di prossimità che lo Stato deve garantire ai cittadini. Decisione assunta», rimarca Testa, «nella consapevolezza che la geografia giudiziaria varata nel 2011 è stata un fallimento».
Sulla soppressione dei tribunali minori in Abruzzo, ovvero quelli di Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona, si è registrata una vera e propria levata di scudi: tanto che la chiusura degli uffici giudiziari è più volte slittata. Resta da verificare, adesso, in che modo le competenze territoriali verranno rimodulate. «Siamo certi che questa nuova sensibilità dimostrata da Sisto e dall’intero Governo», conclude Testa, «porterà alla salvaguardia dei nostri tribunali. Diversamente, sarebbe un durissimo colpo al funzionamento della giustizia, alla tenuta socio-economica delle zone interessate, alle comunità, ai presidi territoriali e ai professionisti che lavorano in questi ambiti».
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