Triplicate le famiglie in difficoltà La Caritas stanzia 19mila euro

31 Marzo 2021

PESCARA. Sono più di 19 mila euro i fondi che la Caritas diocesana di Pescara Penne ha messo a disposizione dei più fragili in vista della Pasqua. Nei giorni scorsi l’organizzazione ha distribuito...

PESCARA. Sono più di 19 mila euro i fondi che la Caritas diocesana di Pescara Penne ha messo a disposizione dei più fragili in vista della Pasqua.
Nei giorni scorsi l’organizzazione ha distribuito tra le 32 Caritas parrocchiali buoni spesa da 600 euro ciascuna. Le risorse verranno utilizzate dalle singole parrocchie per acquistare beni alimentari che verranno donati alle famiglie in difficoltà seguite nel corso dell'anno. Un modo per dare un conforto in più, nella settimana di Pasqua, ai tanti cittadini che oggi più che mai faticano ad andare avanti.
Appoggiandosi alla rete delle parrocchie, la Caritas risponde in maniera capillare alle tante esigenze delle persone fragili e al tempo stesso limita al massimo gli spostamenti sul territorio che altrimenti le famiglie dovrebbero fare per recarsi nei punti di riferimento della solidarietà gestiti dalla Caritas, tra gli empori solidali e il centro di ascolto. Sono quindi direttamente le parrocchie a fare gli acquisti e a distribuire i beni alimentari tra i nuclei familiari bisognosi. Il quadro della povertà sul territorio è sempre più preoccupante.
La crisi legata alla pandemia ha acuito le problematiche economiche. In tutto il 2020 sono circa 80 mila i pasti che la Caritas ha distribuito nelle due mense, nella cittadella dell'accoglienza a Pescara e a Montesilvano, nella casa della solidarietà.
Sono addirittura triplicate le famiglie seguite attraverso i due empori, a Pescara in via Rubicone e a Montesilvano sempre nella sede della casa della solidarietà, con un bacino di utenza molto ampio. La perdita di posti di lavoro e le chiusure per mesi delle attività spesso impongono anche a piccoli imprenditori di affidarsi alla Caritas.
Sono aumentate del 27 per cento le persone accolte nei centri di ascolto, per richieste di lavoro, insufficienza di reddito e problemi economici di varia natura. E se nella prima ondata della pandemia, negozianti e piccoli imprenditori si sono rivolti alla Caritas per ottenere un aiuto e tamponare le difficoltà del momento, adesso il sostegno diventa vitale per non perdere le proprie attività lavorative.
«Per il secondo anno viviamo la Pasqua con paure e chiusure, nelle tante difficoltà che hanno visto le famiglie e i più fragili maggiormente colpiti, come ci hanno detto anche i dati Istat», commenta il direttore della Caritas diocesana, Corrado De Dominicis.
«È tempo che sentiamo parlare di sostegni, ristori e altre forme di aiuto che però tardano ad arrivare e portano le persone a scoraggiarsi davanti a promesse non mantenute. Non c'è più tempo, è necessario agire ora: c’è bisogno di incentivi per il lavoro e per l’occupazione, misure di contrasto alle diseguaglianze sociali, che l’assegno unico per le famiglie non sottragga risorse, come si paventa, per tante famiglie, ma che sia un valido strumento di sostegno e, ancora, servono strumenti per aiutare i giovani e gli adolescenti che stanno pagando a caro prezzo un tempo troppo lungo con la didattica a distanza e aumenti importanti di patologie e problematiche nello studio».
Sempre in occasione della Pasqua, la mensa resterà aperta con il solo servizio di asporto, come previsto dalle misure anti Covid, ma nell’occasione verrà preparato un menù pasquale. Il pranzo come di consueto verrà servito dalle 11,30 mentre la cena dalle 17,30. Proprio per dare un’ulteriore mano ai nuovi poveri, la Caritas ha anche attivato il salvadanaio della solidarietà, un fondo per sostenere le famiglie e le persone fragili.
Informazioni sono sul sito caritaspescara.it. «Un pensiero a tutte le famiglie che con questo virus hanno perso i loro cari o che li vedono lottare per la vita in un letto di ospedale e a chi nelle corsie degli ospedali si prende cura dei malati», continua De Dominicis. «Rivolgo infine un appello perché ci sia un’equa distribuzione dei vaccini anche per i senza dimora, gli ultimi e coloro che sono a rischio esclusione sociale. Sia davvero una Pasqua per ripartire insieme, per essere più inclusivi nelle scelte della politica a beneficio del bene comune».
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