«Troppi ritardi, danni alla cultura»

Tiboni (presidente Premi Flaiano) lancia l’appello: adesso intervenga un privato
PESCARA. I Premi internazionali Flaiano continueranno a girare la città a causa della chiusura del teatro d’Annunzio che negli anni ha sempre ospitato l’evento. A distanza di sette mesi dalla dichiarazione di inagibilità della struttura sul lungomare sud, nella seduta consiliare di martedì scorso il Comune ha stanziato fondi per 94mila euro per la progettazione dei lavori.
«La prospettiva è di tre anni di cantiere e la dichiarazione di inagibilità c’è stata a marzo scorso», commenta Carla Tiboni, presidente dei Premi Internazionali Flaiano, «solo il 29 ottobre il Comune ha stanziato una somma irrisoria per il teatro. Deve far riflettere che il Comune ha speso circa 145mila per riverniciare spalti e sedie del teatro quando le criticità erano già esistenti, tanto che avevano ridotto già del 25 per cento le sedute degli spettatori».
Per la città si annuncia un’altra estate senza teatro d’Annunzio, e forse non sarà solo una: «Passeranno altri mesi e altre estati senza il teatro d’Annunzio. L’estate pescarese subirà ancora un altro contraccolpo, il teatro era un posto perfetto per i grandi eventi estivi che aveva una grande capienza. Già dalla scorsa estate abbiamo dovuto ridurre la portata degli spettatori frammentando gli eventi in giro per la città. Questo è nocivo sia dal punto di vista economico che culturale. È un ritardo inspiegabile, l’unica possibilità è che si possa proporre un privato o l’aiuto della Regione». (e.g.)

