Troppi tagli, la presidente si dimette

L’amministrazione Maragno cancella 900 mila euro per famiglie e poveri, la dirigente dell’Azienda speciale se ne va
MONTESILVANO. L’amministrazione Maragno taglia i fondi per il sociale di 900 mila euro e lei, per protesta, si dimette con un gesto d’altri tempi: «Io non voglio essere complice di scelte che non riesco a condividere, quindi, vado via», dice Miriam Severini, ormai ex presidente dell’Azienda speciale per i servizi sociali. I politici avrebbero voluto tenere riservata la notizia e lei ha annunciato le dimissioni, presentate venerdì scorso, su Facebook: «Avrei voluto parlare, discutere, concertare. Ciò non è stato possibile né di interesse di nessuno».
Il bilancio del Comune, appena approvato, prevede tagli al sociale di 300 mila euro all’anno in tre anni con tagli che, secondo Severini, porteranno non solo alla riduzione del personale dell’Azienda speciale, ma alla riduzione dei servizi essenziali per i poveri e le categorie svantaggiate. «Tagli importanti», così li definisce la Severini, già dirigente del Comune di Pescara ai tempi di D’Alfonso sindaco e Albore Mascia.
«Il bilancio 2016/2018, approvato da pochi giorni dall’amministrazione comunale, prevede tagli importanti che di conseguenza determineranno tagli dei servizi e riduzione di personale. Io penso», recita lo sfogo della Severini, «che visto il periodo che stiamo vivendo si dovrebbe fare uno sforzo per rafforzare il sostegno ai più fragili e in particolare investire su quelle fasce di popolazione che, seppur ai margini della povertà, possono essere ancora salvate e quindi ricondotte a possibilità di vita dignitose. Di tutto questo avrei voluto parlare, discutere, concertare. Ciò non è stato possibile né di interesse di nessuno». Un messaggio pacato che comprende anche, però, un attacco alla maggioranza del sindaco Francesco Maragno: «Affidarsi alle sole rigide regole dell’economia può essere pericoloso. Io non voglio essere complice di scelte che non riesco a condividere, quindi vado via. Grazie a tutti coloro che hanno dimostrato stima e affetto nei miei confronti».
Il consiglio di amministrazione dell’Azienda speciale, composto dalla Severini e da Gennaro Passerini, Gianluca Cantagallo e Luca Cirone, è venuto a conoscenza dei tagli solo a cose fatte. Una scelta coraggiosa quindi quella di Miriam Severini che non ha voluto commentare ulteriormente le sue dimissioni. Severini avrebbe potuto ingoiare il rospo e tenere la poltrona, invece, ha scelto l’altra strada: contro una decisione politica, ha scelto di andarsene.
Un incarico durato poco quello della Severini: nominata solo pochi mesi fa al vertice dell’Azienda speciale, aveva rinunciato anche al gettone di presenza come tutti gli altri membri del cda.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

