Trote, 3 quintali tornano nei fiumi
I pesci nati nel centro dell’Aquila rilasciati nei corsi Tavo e Pescara
PESCARA. Tre quintali di trote fario, del ceppo autoctono Mediterraneo (Salmo ghigii) saranno rilasciate oggi e domani nei fiumi Tavo, Pescara e Orta. L'operazione, eseguita dai tecnici del settore Pesca della Provincia in collaborazione con la Provincia dell'Aquila, è la seconda fase del progetto per la salvaguardia e l'incremento di questa specie nei bacini idrografici del Pescarese, nell’ambito di un protocollo d'intesa sottoscritto dall'amministrazione provinciale pescarese con Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga e Parco Nazionale della Maiella.
I pesci, di misura pescabile, sono nati nel centro ittiogenico sperimentale e di idrobiologia della Provincia dell'Aquila, partner dell'iniziativa, dove dall'autunno 2003 è allevato uno stock di riproduttori puri. I ricercatori dell'università di Parma e della Sapienza di Roma hanno effettuato su ogni trota approfondite analisi genetiche per la definizione del ceppo di appartenenza. Una delle minacce naturali alla sopravvivenza della trota fario mediterranea è, infatti, l'ibridazione con il ceppo atlantico. L'immissione di individui adulti di ceppo autoctono di taglia pescabile in tratti di fiume dove il prelievo ittico è consentito è una novità nel panorama italiano. Fino a oggi i progetti di recupero di specie in via d’estinzione sono stati eseguiti sempre all'interno delle aree protette e ponendo il divieto di prelievo. «Nel futuro», ha spiegato l'assessore provinciale Mario Lattanzio, «auspico che questo progetto possa essere esteso su tutto il territorio regionale».
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