Trovata morta davanti alla porta di casa

Giallo a Fontanelle: Monica Godos, 53 anni, potrebbe essere caduta dalla scala. Il compagno trasportato sotto choc in ospedale
PESCARA. La telefonata alla centrale operativa del 118 è arrivata alle 18,54: un uomo chiedeva aiuto per la compagna che aveva trovato a terra immobile ai piedi di una scala. Quando i sanitari si sono precipitati a casa, una dependance di una villa abbandonata, lungo strada Colle Orlando, rione Fontanelle, per la donna, Monica Godos, romena di 53 anni, non c’era già più nulla da fare.
I soccorritori l’hanno trovata in posizione supina riversa a terra, davanti alla porta di casa, dove il compagno, secondo il suo stesso racconto, l’avrebbe trascinata nel tentativo di soccorrerla.
Da una prima ispezione, sarebbero stati rilevati sul corpo della donna ematomi ed ecchimosi, in particolare sulla parte superiore del torace, sullo zigomo sinistro e sul labbro, ma non segni di violenza evidenti e tali da cagionarle la morte avvenuta, presumibilmente, anche una decina di ore prima.
Sul posto i carabinieri con il comandante del Nucleo investigativo, il maggiore Massimiliano Di Pietro, il comandante della compagnia Antonio Di Mauro e il comandante del Nucleo operativo Antonio Di Dalmazi. E in concomitanza dei rilievi, in attesa del magistrato Anna Benigni arrivata subito dopo con il medico legale Cristian D’Ovidio, gli investigatori hanno portato in ospedale il compagno della donna, con delle ferite, e in uno stato confusionale tale da far scattare nei suo i confronti esami finalizzati a verificare l’eventuale assunzione di alcol. Sul posto, in serata, sono arrivate anche le figlie della coppia.
Da una prima ricostruzione, entrambi avrebbero avuto problemi di alcolismo, senza un lavoro fisso e con una dimora precaria in una situazione di generale degrado. Una situazione in cui, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i problemi di alcolismo avrebbe contribuito a un clima di litigi che spiegherebbero le ecchimosi della donna, segni di liti precedenti, anche dei giorni scorsi, che nulla avrebbero a che fare con il suo decesso.
Per questo gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi, determinati a ricostruire le ultime ore di vita della donna e delle persone con cui potrebbe aver litigato. Sarà l’autopsia, che oggi sarà affidata al dottor D’Ovidio, a stabilire con precisione le cause del decesso. Fino a tardi, ieri, il compagno è stato sentito per ricostruire gli ultimi momenti della donna e lo stesso magistrato l’ha raggiunto al pronto soccorso dell’ospedale per ascoltarne la ricostruzione. In ogni caso, da una prima disamina, le ferite e i segni riscontrati sul corpo della donna sarebbero compatibili sia con le percosse sia con la caduta.
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