Truffa degli investimenti on line «In 5 mesi ho perso 57mila euro»

Un 63enne effettua i versamenti iniziali e, dopo i primi guadagni, va avanti ma i soldi spariscono Alla richiesta di altri 50mila euro si dispera, racconta tutto alla polizia e chiede aiuto all’Adiconsum
PESCARA. La speranza e la prospettiva di guadagnare qualcosa erano molto allettanti. E così un pensionato di Pescara si è fatto convincere, ha investito i suoi risparmi e poi ha visto sparire tutto: 55.700 euro in fumo, finiti su conti esteri, ingoiati da quella che ritiene essere una truffa bella e buona. L’uomo, che ha 63 anni, si è rivolto alla polizia postale per sporgere denuncia e poi all’Adiconsum, l’associazione di consumatori rappresentata da Alberto Corraro, che ha segnalato il caso alla banca della vittima e anche alla Consob, oltre che alla polizia, nel tentativo di recuperare il denaro e con la speranza che l’attenzione si focalizzi tanto sulla prevenzione quanto sulla repressione.
Comincia tutto a dicembre 2021 quando un tale Daniel contatta il 63enne, si presenta come manager di trading on line associato di una società estera che opera nel campo degli investimenti. È insistente, racconterà poi il pensionato alla polizia, per cui il risparmiatore accetta di provare con un piccolo investimento di 200 euro, a gennaio, versandoli su un conto estero, in Lituania, con un bonifico. Da quel momento entra in scena un agente, tale Andrea, che comunica al 63enne le sue credenziali in qualità di titolare di un conto presso la società estera, e gli comunica che la prima somma versata sta fruttando parecchio, «il rendimento è alto», tant’è che nel giro di qualche giorno riceve 100 euro a fronte dei 200 versati. A febbraio effettua il secondo versamenti, di 500 euro, destinati a un conto straniero, questa volta su Cipro, ma il 63enne chiede di ricevere i documenti ufficiali a garanzia dei suoi investimenti, e li ottiene. Per posta gli vengono girati i contratti che parlano di utile mensile del 10% per cui li firma e allega la copia della carta di identità. Il mese successivo investe altri 5.000 euro, bonificati anche stavolta su un conto estero, a Cipro.
Evidentemente non ha dubbi sulla possibilità di fare soldi e sulla affidabilità del suo interlocutore, tanto più che riceve una somma pari a 630 euro, come compenso per le somme versate. Ma da allora, era aprile, non ottiene più un centesimo. L’investitore che cura i suoi affari lo contatta innumerevoli volte per procedere con somme più consistenti per cui, riferirà alla polizia postale, cede «alla lusinga di un guadagno vantaggioso» e versa 40mila euro su un contro radicato all’estero, in Gran Bretagna. Essendogli stati prospettati dei problemi sulla sicurezza del capitale garantito, l’uomo si convince a versare altri 10mila euro, ed effettua un bonifico sul conto di una banca inglese. È maggio e in totale ha investito 55.700 euro, tutto ciò che aveva. Chiede di formalizzare la garanzia della copertura del capitale al 100%, conservando un utile mensile, ma la risposta è che un passaggio del genere è possibile sono versando altri 50mila euro. Il pensionato non cede e perde i contatti con l’agente che si è occupato di lui perché, gli comunicano, è stato sospeso proprio per averlo agevolato. Il conto del pescarese viene bloccato e tale rimarrà fino al versamento di altri 50mila euro, gli dicono. Il rischio è di perdere tutto. Il pescarese, sicuro di essere stato vittima di una truffa, ricostruisce tutto alla polizia postale per poi cercare una tutela anche dall’Adiconsum. Corraro, che si trova di fronte un pensionato «sconvolto, in preda all’angoscia», scrive alla banca dell’uomo e alla Consob, oltre che alla polizia, sollecitando ad «intervenire con tutti i mezzi e il personale disponibili, per individuare i truffatori on line e recuperare i soldi».

