Truffa del falso incidente Decine di telefonate in pochi giorni: è allarme

La denuncia di Odoardi, presidente Cna: mio padre ha rischiato il malore gli hanno detto che avevo investito una donna incinta e servivano soldi
MONTESILVANO. Una telefonata da parte di un sedicente maresciallo dei carabinieri di Montesilvano che informa la persona contattata che un suo familiare ha avuto un incidente o è stato arrestato. Sono state decine i montesilvanesi che nei giorni scorsi hanno ricevuto la chiamata che, in realtà, celava un tentativo di truffa. La strategia, ormai tristemente nota ma che ancora riesce a ingannare soprattutto i più anziani, è sempre la stessa: il truffatore informa telefonicamente che un congiunto è ricoverato in gravi condizioni in ospedale oppure che è stato arrestato e che per curarlo o per rilasciarlo, a seconda dei casi, è necessario del denaro. Una volta caduti nella trappola, il malvivente informa il malcapitato che un avvocato si sta recando a casa per prendere il denaro.
Ed è proprio quanto accaduto mercoledì al padre di Cristian Odoardi, presidente di Cna Pescara, che ha deciso di rendere noto l’accaduto anche sui social per mettere in guardia quante più persone possibili. «Un uomo ha telefonato al fisso e si è presentato a mio padre come un carabiniere», racconta. «Poi gli ha detto che io ero in “gattabuia” perché guidando l’auto ubriaco avevo investito una donna incinta. Il truffatore ha poi detto che io avevo nominato un avvocato che stava andando a casa dei miei per farsi pagare».
Il padre di Odoardi, preso dal panico, ha urlato alla moglie di chiamare al cellulare il figlio e, solo a quel punto, il truffatore ha riagganciato. «Pur non essendo stato truffato», prosegue, «mio padre si è agitato, tranquillizzandosi solo dopo aver parlato con me. Poteva anche rischiare un malore. Ho allertato i carabinieri che mi hanno detto che stavano ricevendo decine e decine di chiamate simili».
A ricevere la stessa telefonata, mercoledì pomeriggio, anche la signora Elisabetta alla quale il finto carabiniere ha provato a far credere che il figlio avesse avuto un incidente stradale. L’anziana però in quel momento era con la figlia che ha preso in mano la cornetta e ha chiesto quale fosse il nome della vittima dell’incidente. Alla risposta “Domenico”, le due donne hanno capito che si trattava di un tentativo di truffa e hanno riagganciato per poi chiamare i carabinieri, quelli veri, e segnalare l’accaduto. Per una strana coincidenza, dopo un paio di ore a squillare è stato il telefono dell’altra figlia di Elisabetta, Ornella, che vive in un’altra abitazione, sempre su via Vestina, zona presa di mira in questi giorni. «Quando mi hanno detto che erano i carabinieri», racconta la donna, «ho pensato che volessero informazioni sul tentativo di truffa subito da mia madre e invece mi hanno detto che mio marito aveva avuto un incidente. Così, ridendo, ho chiesto quale fosse il nome di mio marito e il truffatore ha tentato con “Nicola”. Gli ho detto che il nome era sbagliato e che i carabinieri erano già stati allertati. E ha messo giù». A segnalare sui social la stessa situazione anche un’altra donna, E.V., che scrive: «Ieri hanno chiamato a casa mia, per fortuna ho risposto io. Non nascondo che inizialmente mi sono spaventata perché ti dice nome e cognome con tanto di via. Poi si presenta come maresciallo dei carabinieri dicendo che c’è stato un grave incidente sulle strisce. Alla mia domanda “di chi si tratta?” mi ha risposto mi spiace sono dati sensibili. Allora ho chiesto l’età della persona investita: 36 anni, incinta al 7° mese. Alla mia risposta andate a quel paese hanno riagganciato e ho avvisato i carabinieri».

