Truffa milionaria alla Chiesa, tutti assolti

Cade l’accusa di associazione per delinquere, non ci furono tentativi di raggirare la Banca del Vaticano
PESCARA. Il processo sulla tentata truffa milionaria allo Ior, la banca del Vaticano, finisce con un nulla di fatto: un'assoluzione con formula piena per tutti e sei gli imputati finiti alla sbarra con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata appunto alla truffa.
I giudici del collegio hanno emesso un dispositivo di non colpevolezza, con la formula perché «il fatto non sussiste», per Aldo Eduardo Sanchez, l'argentino di origini pescaresi, la commercialista barese Mariagiovanna Calafiore (difesa dagli avvocati Mercurio e Massimo Galasso), e poi ancora per Javier Limon Segovia, Sergio Briffault Sanchez, Jaqueline Sanchez Lopez e Fernando Capace, tutti residenti all'estero tra Messico e Venezuela. Tutto il processo ruotava attorno alla donazione di vecchi titoli numismatici spacciati per milionari (si parlava di 900 milioni di euro), secondo l'accusa, ma in realtà inutilizzabili.
La presunta truffa, sempre secondo quanto accertò la procura, si basava su un procedimento utilizzato dall'alta finanza: i cosidetti programmi ad alto rendimento, forme di investimento che consentono, a chi è in possesso di patrimoni milionari, di ottenere in brevissimo tempo rendite bancarie elevatissime. Ed è quello che, secondo l'accusa, ma non secondo i giudici che hanno assolto tutti, gli imputati avrebbero fatto coinvolgendo in questa singolare vicenda l'ex arcivescovo di Pescara, parte offesa. L'organizzazione avrebbe cercato di far credere al prelato che le risorse sarebbero state impiegate per opere benefiche, come la costruzione di un ospedale pediatrico a Gerico, in Palestina.
Ed è per questo motivo che monsignor Cuccarese si adoperò, scrivendo al direttore generale e al presidente dello Ior, spiegando che dei benefattori molto vicini ad un cardinale messicano avevano fatto quella donazione regolare, con tanto di atto notarile, di titoli del tesoro della federazione messicana, emessi prima della Seconda guerra mondiale, attraverso la Fondazione della Bbva Bancomer di Città del Messico. E sempre per questo alto fine umanitario, monsignore chiese allo Ior l'apertura di un conto titoli e la possibilità di metterli a garanzia per avere un finanziamento o per ottenere una apertura di credito.
Ma l'attività istruttoria, durante la fase processuale, avrebbe fatto emergere la mancanza di elementi per confermare l'accusa e dunque il collegio ha emesso una sentenza di assoluzione per tutti e sei gli imputati coinvolti.
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