Truffa sul prezzo della benzina: nei guai

22 Luglio 2022

Sui tabelloni venivano indicate tariffe molto competitive che lievitavano al momento del conto: scoperto dalla Finanza

PESCARA. In questo periodo clou delle vacanze e degli spostamenti, attirava gli automobilisti con prezzi farlocchi.
Sui tabelloni pubblicitari lungo la strada, indicava delle tariffe, tutte molto competitive, ma poi quando i cittadini andavano a fare rifornimento si trovavano a pagare ben altre cifre. Il trucchetto non è passato inosservato alle Fiamme gialle del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Pescara, impegnate da mesi in controlli a tappeto anti speculazioni. A finire nei guai, un benzinaio “no brand” del Pescarese, sanzionato per aver ingannato tanti ignari automobilisti attratti dalla possibilità di risparmiare sul pieno. L’operazione fa parte del più vasto piano d’azione denominato “No Stop” e avviato dal comando provinciale, diretto dal colonnello Antonio Caputo, già dallo scorso marzo, in concomitanza con gli aumenti vertiginosi del carburante. E proprio a marzo era stato sanzionato un altro benzinaio, stavolta di Pescara, sempre no brand, per lo stesso motivo. E cioè, i cartelli vicino alla pompa pubblicizzavano un prezzo, ma poi nei fatti, alla colonnina, gli automobilisti si trovavano a pagare una tariffa diversa, con una maggiorazione di oltre 20 centesimi a litro. Conti alla mano, l’irregolare pubblicizzazione delle cifre mostrate sui cartelli “tarocchi” comportava per la pompa bianca un guadagno netto illecito di 10 euro in più rispetto alla media attuale per ogni pieno effettuato. E quindi oltre 30 euro rispetto al valore medio del prezzo praticato nello stesso periodo del 2021.
«In un momento congiunturale come quello attuale, l’attenzione delle fiamme gialle è massima su tutti i fronti, in primis proprio su quello della tutela dei consumatori, su cui ricadono gran parte degli effetti dei rincari dei prezzi», sottolinea il colonnello Caputo.
«In questa prospettiva, il piano d’azione No Stop», fa presente, «rimane una priorità per garantire il corretto funzionamento del mercato energetico sul nostro territorio ed assicurare ai cittadini la possibilità di fare rifornimento a prezzi equi, in linea con gli sforzi compiuti dallo Stato in tema di riduzione delle accise sul carburante, estesa fino al 21 di agosto».
Una fitta rete di accertamenti di tipo amministrativo che stanno consentendo alle fiamme gialle pescaresi «di scandagliare», come ha più volte evidenziato il colonnello Caputo, «il fondale del commercio degli idrocarburi». Gli esiti investigativi costituiscono input per ipotesi di truffa aggravata, aggiotaggio, manovre speculative su merci.