Truffa telefonica con falsi incidenti, 20 casi
Raffica di segnalazioni negli ultimi mesi tra Pescara e Montesilvano, gli anziani le vittime preferite
PESCARA. Ricevere una telefonata a casa e sentirsi dire che il proprio figlio, o nipote, è rimasto coinvolto in un incidente stradale ma non ha la copertura assicurativa per cui bisogna versare una somma consistente di denaro, subito. Capita spesso, e di recente è accaduto a più di venti anziani tra Pescara e Montesilvano, e altre volte nell'entroterra, anche se lontano dalla costa si presentano direttamente a casa, per chiedere soldi, senza telefonare. Da un po’ i carabinieri del Nucleo investigativo stanno lavorando su queste truffe, per individuare i responsabili e capire se c'è un'unica matrice, ma nel frattempo il comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Paolo Piccinelli, lancia un appello e cerca di aprire gli occhi a chi rischia di cadere in questa trappola pericolosa. «Nessuno chiede soldi per telefono a nessuno», dice, quindi bisogna assolutamente diffidare dagli sconosciuti che cercano solo di approfittare della buona fede degli anziani sapendo «che si allarmano facilmente e sono pronti a fare di tutto pur di aiutare i propri familiari, persino a consegnare degli oggetti preziosi, se non hanno denaro disponibile a casa». Nel corso delle indagini è stato scoperto che è inutile rivolgersi subito ai carabinieri o alla polizia, dopo aver ricevuto la telefonata che informa del presunto incidente. Le chiamate dei truffatori, spiega Piccinelli, partono dai cellulari e, nel momento in cui la vittima abbassa la cornetta di casa, i malviventi restano in linea e passano 60 secondi prima che la telefonata si interrompa effettivamente. E’ inutile, quindi, alzare subito il telefono per rivolgersi al 112 o al 113 perché dall'altro capo «ci sono ancora loro, i truffatori, che fingono di essere carabinieri o poliziotti, e fanno perfino sentire in lontananza le sirene delle forze dell’ordine».
Questa “anomalia del sistema” è stata rilevata solo di recente dagli investigatori che invitano a fare attenzione anche su questo aspetto. Gli uomini dell’Arma stanno lavorando e non escludono di trovare punti di convergenza con le indagini portate avanti a Livorno e Milano, dove sono stati identificati alcuni responsabili di questi raggiri. A oggi sono stati già censiti circa 200 pregiudicati dell'area campana che si avvicendano nel ruolo del telefonista, mentre il ruolo di esattore a domicilio viene rivestito da altre persone, inviate sul territorio. (f.bu.)

