Truffe telefoniche, boom di casi «Così mi hanno rubato i soldi»

7 Maggio 2022

Falsa dipendente di Poste chiama a casa: c’è una raccomandata per ritirare l’arretrato della pensione E la figlia dell’anziana va al Postamat: «Ero come ipnotizzata, alla fine ho fatto io quattro versamenti»

PESCARA. «Una grande proprietà di linguaggio, a livello tecnico, un modo di fare sicuro e diretto, senza tentennamenti». La finta dipendente delle Poste che due giorni fa ha raggirato una donna di 57 anni, ai Colli, era assolutamente credibile. E proprio per questo è riuscita a spillare mille euro alla vittima di turno che prima è stata contattata telefonicamente a casa e poi ha raggiunto il bancomat dell’ufficio postale più vicino, seguendo le istruzioni della finta addetta delle Poste. Si è accorta troppo tardi di essere stata abilmente raggirata e derubata di mille euro, esattamente come è accaduto lo stesso giorno anche ad altre persone che si sono rivolte alle forze dell’ordine per segnalare e denunciare l’accaduto. E solo dopo, a mente fredda ma ancora sotto shock, racconta di essersi sentita «ipnotizzata» dalla sconosciuta che è riuscita a guidarla senza sbavature, senza intoppi, pienamente padrona dell’imbroglio che si stava consumando, fornendo telefonicamente le istruzioni per mettere a segno la truffa. Nel mirino della truffatrice, in realtà, c’era la madre della vittima, un’anziana che percepisce la pensione. Ma il colpo è riuscito lo stesso.
È mercoledì, sono le 12 quando il telefono squilla a casa della pensionata che ha riscosso la pensione due giorni fa. Risponde sua figlia e dall’altra parte si presenta Antonella, così dice di chiamarsi la dipendente delle Poste. Annuncia «l’arrivo di una raccomandata dell’Inps per la madre, che non è stato possibile recapitare a casa per via del numero civico errato. E riguarda un arretrato della pensione da ritirare». Una questione assolutamente plausibile, essendo già accaduto in passato. Sempre Antonella spiega l’iter da seguire, senza mai tradirsi e usando termini tecnici per cui nulla fa pensare che si tratti di una poco di buono. L’addetta delle Poste indica che c’è una sola cosa da fare: andare subito alle Poste, al bancomat, e realizzare una serie di operazioni per ottenere un documento cartaceo che consentirà di raggiungere lo sportello e riscuotere l’arretrato. «Un passaggio da effettuare immediatamente, senza perdere tempo», si raccomanda la finta dipendente delle Poste. Tutto credibile, per chi ha ricevuto la telefonata, che si fida e raggiunge il Postamat di via di Sotto per sbrigare tutto. Il contatto telefonico non viene perso: Antonella richiama la vittima, stavolta sul cellulare, e la guida in tempo reale, dicendole come comportarsi e quali codici digitare per portare a termine l’operazione. La procedura scorre, senza intoppi.
Un campanello di allarme suona quando sul cellulare della vittima arriva di un messaggio delle Poste, quelle vere, per l’addebito della somma che ha appena girato alla truffatrice e ai suoi complici. Ma Antonella continua a guidarla in maniera astuta e credibile per cui quel dubbio svanisce e le operazioni proseguono. In un paio di ore, tra un bancomat e l’altro, la vittima esegue quattro operazioni da 250 euro, convinta di «tutelare gli interessi della madre»: poi capirà di aver regalato mille euro, con le ricariche, a qualcuno che non sa chi sia. E non può tornare indietro né può risalire a quella Antonella che si è spacciata per una dipendente delle Poste, che probabilmente la teneva d’occhio anche fisicamente, quel giorno, e ha telefonato da un numero di cellulare che ora risulta inesistente. Racconta tutto «perché voglio evitare che si ripeta, che altri cadano nella stessa trappola», dice ora la 57enne che sa di non essere stata l’unica: c’è chi ha perso 1.800 euro, pare con lo stesso stratagemma.