Turismo a Francavilla, solo segni meno

27 Settembre 2017

I dati ufficiali (negativi) della Regione Abruzzo registrano cali di arrivi e di giorni di permanenza nel triennio 2014-2016

FRANCAVILLA AL MARE. Diminuiscono gli arrivi e non si segnala alcuna inversione di tendenza al calo dei giorni di permanenza (presenze) dei villeggianti in città. È un quadro che presenta solo segni negativi l’andamento sui movimenti turistici a Francavilla nell’ultimo triennio, 2014-2016. A confermarlo sono i dati ufficiali del dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggio della Regione Abruzzo.
Un riepilogo, su arrivi e presenze, che dovrebbe far ben riflettere sulla qualità delle politiche di accoglienza proposte a livello locale e non solo. Nei giorni scorsi, non sono mancati commenti e bilanci ottimistici sull’ultima stagione estiva, da poco archiviata. La percezione espressa da titolari di B&B, ristoratori, albergatori e balneatori, sulla base di resoconti ufficiosi, è che l’estate 2017 si sia chiusa con una bella ventata di ripresa rispetto agli anni passati. Analoga sensazione era stata registrata nel 2016. Quando però si confrontano i dati ufficiali con le percezioni della prima ora, il bilancio non si presenta affatto rassicurante. Si conferma così un calo costante di arrivi e presenze, negli alberghi e negli esercizi turistici complementari. I dati, riassunti nella tabella a fianco, testimoniano una diminuzione netta in termini assoluti oltre che la persistenza al ribasso dei giorni di permanenza rispetto al 2014 e al 2015.
«Il turista che sceglie Francavilla al mare come luogo di vacanza, di solito», osserva Andrea Leonzio, coordinatore di Noi con Salvini, «ha una capacità di spesa medio-bassa, quindi sarebbe necessario puntare a soddisfare le esigenze di un pubblico di massa con un rapporto qualità-prezzo capace di far fronte a un mercato globale che presenta rischi e opportunità in continuo cambiamento e che non sempre è agevole intercettare».
Persino affidarsi alla forte fidelizzazione del villeggiante che possiede una abitazione a Francavilla, o che ha origini familiari nel territorio, sembra diventato un esercizio rischioso. Così le consistenti risorse pubbliche impegnate nel cartellone estivo dei concerti gratuiti, o semigratuiti, sembra aver garantito inversioni di tendenza significativi. A meno che i dati 2017 non riservino, a breve, gradite sorprese.
«Più utile», riprende Leonzio, «ai fini di un reale ed efficace rilancio del turismo, sarebbe un piano di marketing e una programmazione, a medio-lungo termine, superando la logica esclusiva degli eventi e dell’emergenza o implementare qualità e quantità delle infrastrutture».
Ma come non impegnare risorse sulla promozione del territorio, non solo a livello comunale, nella formazione degli operatori con investimenti mirati su una nuova cultura dell’accoglienza? «Un altro capitolo da sviluppare», chiosa Leonzio, «è quello di destagionalizzare l’offerta e di diversificarla, unire forze pubbliche e private che, pur con gestioni separate, superino la logica dell’individualismo e del proprio orticello». (f.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.