Turismo, bonus affitto alle aziende

Fino a marzo sgravi fiscali del 60 per cento. Quali sono i requisiti per richiederlo
Torna il bonus affitto per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022: il decreto “Sostegni ter” del Governo, pubblicato nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale, ripropone il credito d’imposta del 60% per pagare le locazioni, ma solo per le imprese del turismo colpite dalle conseguenze economiche della pandemia e delle restrizioni contro la diffusione del contagio.
Destinatarie del bonus affitto, quindi, sono attività turistiche come alberghi, campeggi, agenzie viaggi e stabilimenti balneari, ma anche tutti quegli esercizi pubblici di varie tipologie che, secondo le norme, possono essere considerati come componenti dei sistemi turistici locali.
Per poter fruire del credito d’imposta è però necessario che queste imprese, nel corso dei tre mesi di riferimento del 2022, abbiano subìto una riduzione del fatturato o dei corrispettivi pari almeno al 50% rispetto agli stessi mesi dell’anno pre-pandemia 2019. Non sarà quindi un bonus cosiddetto “a pioggia”.
Rispetto alle precedenti edizioni del bonus affitto, però, la fruizione del bonus affitto si farà peò più articolata. Il decreto “Sostegni ter”, infatti, include il credito d’imposta tra le misure riconosciute nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dal Temporary Framework, cioè gli aiuti di Stato alle imprese approvati dall’Unione Europea. Per questo, il decreto stabilisce per i beneficiari l’obbligo di presentare un’autodichiarazione all’Agenzia delle Entrate attestante il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti. A indicare modi e tempi per la presentazione delle autodichiarazioni sarà la stessa Agenzia delle Entrate, con provvedimento da emanarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, quindi entro gli ultimi giorni del mese di febbraio.
Non solo. Proprio perché subordinato agli aiuti di Stato approvati dall’Ue, per la fruizione del bonus affitto le imprese del turismo dovranno attendere che l’Europa rilasci il suo via libera ufficiale. «L’efficacia della presente misura è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea», si legge infatti nel decreto pubblicato dal Governo.

