«Turismo, il Giubileo sarà l’occasione d’oro»

16 Settembre 2024

L’aquilana Priante, presidente Enit, traccia la strada da seguire

PESCARA. Saper cogliere la grande occasione del Giubileo 2025. Così dice Alessandra Priante, presidente dell’Enit, l’Agenzia nazionale del turismo.
Orgogliosamente aquilana, Priante parlerà di un tema chiave all’Abruzzo Economy Summit che si svolgerà a Pescara il 19 e 20 settembre prossimi: “Turismo e sviluppo sostenibile: la soluzione delle aree interne”. Economista di grande esperienza internazionale e diplomatica, l’abruzzese Priante è stata direttore Europa dell’Agenzia delle Nazioni Unite-Turismo. La prima donna, prima italiana nella storia dell’Agenzia, a occupare questa posizione così prestigiosa. Laureata in Bocconi in economia aziendale, con due master di cui uno alla Luiss, 6 lingue straniere parlate, ha saputo gestire brillantemente il periodo della pandemia, la più grave crisi per il settore del turismo a livello globale.Nell’intervista rilasciata al Centro indica la strada da seguire per trasformare la nostra regione in una fabbrica del turismo.
L’Abruzzo si colloca fra le ultime 10 regioni visitate, penultima per turisti internazionali (fonte Deloitte -Borghi più belli d’Italia). Secondo lei, presidente Priante, come si possono invertire questi dati non eccellenti?
Sono onestamente molto sorpresa da questi dati. L’Abruzzo è una Regione speciale. Poco distante dalla capitale e nello stesso tempo ricca di una natura e di avamposti culturali unici al mondo. Un territorio di tradizioni e pieno di storia, di montagne incredibili e di un mare splendido.
L’Abruzzo ha inoltre una tradizione enogastronomica incredibile ed il suo territorio ospita moltissimi prodotti Dop, Igp e vini Doc. L’Abruzzo è l’unica regione nella quale si può sciare guardando il mare. Direi che gli ingredienti ci sono tutti. Basta crederci.
Su quali Paesi esteri conviene investire in comunicazione per attrarre turisti in Abruzzo e perché?
Io credo che la popolazione di lingua tedesca, cosi come quella francese, facilmente si innamora dell’Abruzzo. Gli americani poi, cosi come le altre nazionalità della nostra emigrazione (Australia, Canada), devono essere un grande target. Il turismo di ritorno può essere una fonte enorme. Bisogna puntare molto sui giovani e lavorare sulla motivazione al turismo. Se, come immagino, si rilancerà l’aeroporto di Pescara e si potenzieranno le connessioni ferroviarie, l’Abruzzo potrà veramente giocarsi una bella partita a livello internazionale e nazionale.
L’incoming non si fa solo con gli annunci com’è accaduto in questi ultimi anni: servono piani, infrastrutture, risorse, una rete territoriale capace di raccontare l’offerta regionale in tante lingue. Quali sono i migliori canali di comunicazione e che importanza ha la digitalizzazione?
Lo dice lei stesso. Avere dei prodotti ben definiti, articolati durante tutto l’anno. Dunque, osare, andare oltre, e preparare le persone nel migliore dei modi per far sì che l’ospitalità abruzzese, leggendaria nella sua generosità e diversità, passi tutta.
La digitalizzazione è fondamentale ma altrettanto lo è la connettività. Non solo legata ai trasporti ma anche informatica. L’Abruzzo però a mio avviso sta facendo molto bene. L’Aquila in particolare è diventata molto digitale e la sua offerta turistica è gestita quasi tutta dalle giovani generazioni che, evidentemente capiscono perfettamente le potenzialità economiche e sociali del turismo per loro e per il territorio.
Il 2025 sarà l’anno del Giubileo: un’occasione unica per l’Abruzzo. Come attrarre in Abruzzo il turismo religioso che invaderà Roma? Su quali luoghi di culto punterebbe ed esiste una stima sugli arrivi?
Sul Giubileo di stime ne ho sentite tante, si parla di una forbice tra 35 e 50 milioni di arrivi a Roma. Chiaramente è un potenziale enorme che non possiamo non intercettare e la chiave sarà delocalizzare e fare in modo che i pellegrini da tutto il mondo possano conoscere tutta l’Italia.
L’Abruzzo ha il grande vantaggio di essere vicino a Roma e, con l’aeroporto di Pescara attivo appieno, sarà anche più facile. Sicuramente il Santuario San Gabriele sarà un luogo di pellegrinaggio ma anche l’Aquila con le sue basiliche bellissime e tanti altri Paesi nella zona del Parco.
Lei ama musica e cinema che, con lo sport, sono eccezionali vettori per il turismo soprattutto dei giovani: fa bene l’Abruzzo a investire su questi settori?
Assolutamente l’Abruzzo deve continuare a farlo in maniera seria e ambiziosa. Eventi sportivi, ad esempio legati al rugby, ma non solo. E soprattutto la musica.
Durante la Perdonanza ho sentito dei concerti meravigliosi! Con la cornice indimenticabile della Basilica di Collemaggio. Ho un’ambizione, riuscire ad aiutare l’Abruzzo a fare un paio di concerti di Padre Guillerme, il prete dj diventato famoso in tutto il mondo per aver fatto un “rave” con i fedeli, i giovani, durante le giornate mondiali della gioventù in Portogallo. Ecco, lui per me rappresenta l’essenza del messaggio positivo e della forza di pace che è la musica… unita al turismo.
L’ultima domanda è personale: da abruzzese in quali luoghi della sua regione trascorrerebbe le vacanze?
Dove le ho trascorse quest’anno: Ovindoli, Rocca di Mezzo, l’Aquila (la mia città) e lungo la Costa dei trabocchi. La prossima volta però vorrei tornare a Scanno e visitare meglio Pescocostanzo, un vero gioiello.
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