Turismo, l’ira di Giovannelli e Di Filippo: il flop non esiste

15 Luglio 2019

PESCARA. «Adesso basta. Ognuno parli del proprio settore. E chi lo fa non diventi autolesionista». Così sbotta Giammarco Giovannelli, presidente Federalberghi-Confcommercio Abruzzo. E Francesco Di...

PESCARA. «Adesso basta. Ognuno parli del proprio settore. E chi lo fa non diventi autolesionista». Così sbotta Giammarco Giovannelli, presidente Federalberghi-Confcommercio Abruzzo. E Francesco Di Filippo, direttore del dipartimento regionale del Turismo, rincara la dose inanellando dati che smentiscono le dichiarazioni di Confartigianato Imprese.
«Sottolineo con rammarico che troppe organizzazioni non prettamente turistiche teorizzano e analizzano dati all'impazzata, senza condividere nessun elemento utile alla conoscenza generale», afferma Giovannelli. «Tutto ciò che da anni viene sistematicamente spiattellato d’estate», continua, «dimostra la nostra attitudine a farci del male e di rendere qualsiasi cosa argomento di "corrida mediatica"».
Che cosa hanno dichiarato il presidente e il segretario dell’associazione artigiana, Giancarlo Di Blasio e Daniele Di Marzio? «Soltanto 6 milioni le presenze turistiche in Abruzzo nel corso del 2018, con un’incidenza sul valore complessivo nazionale pari all’1,5%». E con un ampio il distacco rispetto alle prime regioni italiane, le big per gli analisti, che superano i 40 milioni di presenze: in testa c’è il Veneto (quasi 70 milioni di presenze), segue la Toscana (47,6 milioni), infine l’Emilia Romagna (40,6 milioni).
Il trend abruzzese non è incoraggiante secondo Confartigianato Imprese che sottolinea «la necessità di mettere in campo politiche di sviluppo del turismo». Ma queste frasi, pubblicate ieri dal Centro, hanno scatenato forti reazioni.
La prima, immediata, è stata quella dell’assessore al Turismo, Mauro Febbo, che ha preso le distanze da dati del 2018, perché riferiti all’ex giunta D’Alfonso. E parla di rotta già invertita. «Questo è il modo di programmare le economie abruzzesi? Allora diciamo che sarebbe normale se da domani, all’improvviso, Confcommercio si occupasse tecnicamente di artigianato», arringa invece Giovannelli. «Chi vuole visibilità a danno del territorio», aggiunge in modo provocatorio, «non deve occuparsi delle organizzazioni economiche territoriali ma dovrebbe candidarsi e dimostrare quello che sa fare oltre a quello che dichiara per un mero effetto di visibilità lampo».
Entra invece nel merito il direttore Di Filippo che sentenzia: «Lettura dei dati turistici non corretta ed errata nonché lesiva per il settore turistico abruzzese. L’Abruzzo nel 2018 ha avuto + 6,1% di arrivi (tra le performance più alte d’Italia)», afferma, «dopo una crescita nel 2016 del +0,3 e nel 2017 del +1,5. Sempre Nel 2018 +2,3% di presenze che è il doppio dell’1,2 % dell’anno precedente. E la chiamano tiepida crescita!», esclama indignato. «L’Abruzzo ha avuto 6.335.122 presenze nel 2018», prosegue, «e occupa la 15esima posizione in valore assoluto tra le Regioni italiane; è la stessa da 15 anni ma quello che va segnalato è che l’Abruzzo sta recuperando tornando ai dati pre terremoto del 2009 e sta lavorando sui fondamentali per vere politiche di sviluppo del settore. Gli stranieri sono comunque in crescita del +0,3%, (la crescita del turismo straniero è il primo obiettivo sul quale lavorare). L’Abruzzo», sostiene Di Filippo, «mai come quest’anno e nel 2018 è stato sui media nazionali. Si può fare di più ma gli effetti si sono visti conquistando il primo posto tra le Regioni italiane sull’accoglienza su tre milioni di recensioni. E la terza posizione tra le regioni più citate per il food. Risultati che mostrano un cambio di tendenza».
«Inoltre avremo un ecosistema digitale turistico tra i primi in Italia di cui potranno beneficiare anche le imprese artigiane presenti nel turismo».
« Anche i dirigenti di Confartigianato lo saprebbero», incalza il direttore, «se avessero la bontà di mandare i loro “uffici studi” ad informarsi all’assessorato al Turismo. Sta per partire il primo vero Osservatorio turistico abruzzese in collaborazione con Unioncamere che sarà a disposizione di tutti gli operatori per programmare gli investimenti e indirizzare la pubblicità. Stiamo anche riorganizzando la governance turistica regionale. E siamo al lavoro per impostare una vera campagna brand di posizionamento dell’Abruzzo per il 2020. Come dice Febbo, stiamo effettivamente invertendo la rotta». (l.c.)