Turismo, prenotazioni cancellate Gli hotel: «Aiutateci, è terribile»

26 Febbraio 2020

Da sabato disdette di pernottamenti a breve e medio termine. Crollati anche i contatti per l’estate In provincia di Teramo sospesi gli eventi sportivi che portavano 30mila presenze al mese in primavera 

TERAMO. Telefoni muti, email che non arrivano. In questi giorni in cui hotel e villaggi “costruiscono” quella che sarà la stagione estiva, la psicosi da coronavirus ha azzerato qualsiasi contatto con i clienti. E fioccano le disdette di soggiorni ed eventi a breve e medio termine quasi dappertutto in Abruzzo.
«Un’intera regione in ginocchio» esordisce Daniele Zunica, presidente regionale di Assoturismo Confesercenti, «da sabato fioccano le disdette. E’ stato appena annullato un evento che il 29 febbraio avrebbe portato 200 pernottamenti in provincia di Teramo. Il problema è comune a tutte le strutture ricettive abruzzesi e rappresenta una ulteriore batosta per quelle già provate dagli effetti del terremoto, nelle zone interne. Non ricordo nemmeno ai tempi del terremoto una fuga di clienti così violenta. Chiediamo alla classe dirigente un aiuto: alla Regione e alla Camera di commercio di fare un'informazione corretta fuori regione con un’adeguata campagna, ai Comuni per sospendere tasse tipo Tari e Ici. I Comuni dovrebbero anche sospendere la tassa di soggiorno e certamente non aumentarla, come ha intenzione di fare il Comune di Pineto o istituirla come vuol fare Mosciano».
La testimonianza diretta di quello che sta accadendo – in particolare nella provincia più turistica d’Abruzzo, quella di Teramo – la fornisce Andrea Montecchia, il presidente del consorzio Costa dei Parchi, che associa strutture ricettive da Martinsicuro a Giulianova e nell’entroterra. «La situazione è drammatica», racconta il presidente, che lunedì sera ha fatto il punto della situazione con alcuni colleghi, «normalmente nei nostri hotel arrivano 50-70 mail al giorno da clienti che richiedono informazioni e vogliono prenotare: da sabato si è passati a dieci. Il telefono, poi, è morto. Il ragazzo che risponde alle mail se n'è tornato a casa,non aveva niente da fare. D’altronde la nostra area di riferimento è in Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. E il Lazio, finora salvo dal coronavirus, anche se anche lì c’è paura a muoversi. Gli unici contatti sono con tour operator tedeschi e austriaci che ci chiedono come è la situazione». Il problema più grave, per ora, è a breve termine. Rischiano di saltare tutte le manifestazioni primaverili, basilari per la destagionalizzazione. «Noi sulla costa abbiamo una serie di eventi sportivi che iniziano a Pasqua fino a metà giugno, da Giulianova a Martinsicuro: è tutto sospeso», incalza Montecchia, «sono eventi, organizzati dall’Aics, che fanno 30mila presenze al mese, dal calcio alla pallavolo, in un periodo in cui si destagionalizza. Altrimenti gli alberghi resterebbero chiusi. Ogni evento riempie da 18 a 20 fra hotel e villaggi. Tutto è in bilico: Federvolley e Federbasket hanno bloccato campionati minori e giovanili. La Figc ancora no, ma non si sa. Il danno è enorme per tutto il territorio, non solo per noi albergatori: l’indotto nella nostra zona è di circa un milione di euro per commercianti e ristoranti. Senza contare i posti di lavoro generati dal fatto che da Pasqua in zona ogni week end arrivano circa duemila turisti».
Ma qualcosa si può fare. «Chiediamo alla Regione e agli enti preposti di darci una mano», afferma Montecchia, che è titolare dell’hotel Sporting di Alba Adriatica, «intanto con un intervento di promozione più incisivo rispetto a quello fatto finora, visto che già eravamo terzultima regione a livello di presenze turistiche (sopra a Basilicata e Molise, ndr). Ci vuole subito, già a marzo, una promozione forte, mirata, come stanno facendo le Marche, in tv e radio, per far capire che Abruzzo è sicuro. Le istituzioni locali dovrebbero dare una mano con incentivi, ad esempio dare l'uso delle strutture sportive gratuitamente».
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