Turismo, presenze stabili: pienone previsto ad agosto

29 Luglio 2024

Il sottosegretario D’Amario: «Cambiano le abitudini di chi viene in vacanza Molti preferiscono gli itinerari in bicicletta e i percorsi enogastronomici»

Numeri confermati con alti e bassi a seconda dei mesi presi in esame e un’operazione di marketing turistico da rilanciare per consentire il cambio di passo che una regione come l’Abruzzo merita.
Il flusso turistico in questa prima parte dell’estate si muove all’insegna delle conferme rispetto al 2023. L’attuale sottosegretario della giunta regionale con delega al turismo e alla programmazione, Daniele D’Amario, guarda con ottimismo al prosieguo dell’estate e sottolinea le priorità per il rilancio del settore.
Che mesi sono stati giugno e luglio per l’Abruzzo?
«Abbiamo i dati in linea con il 2023, il trend è stazionario, almeno fino a oggi. Siamo un po’ su con luglio, rispetto a giugno leggermente in ribasso. Alla fine i conti tornano».
In base alle prenotazioni nelle strutture ricettive, che mese di agosto vi aspettate dal punto di vista delle presenze?
«In realtà le strutture ci mandano i dati il 10 del mese successivo e molti anche dopo. Fondamentalmente, i dati in nostro possesso possono solo crescere. Agosto ce lo aspettiamo con numeri importanti. E poi nei rilievi manca il dato del Napoli calcio a Castel di Sangro. Gli operatori mi dicono che ci sono presenze significative».
Non è un po’ poco puntare solo su alcuni mesi all’anno?
«Sono d’accordo e infatti prendiamo come esempio il mese di gennaio di quest’anno. Ebbene, rispetto al 2023 abbiamo avuto numeri superiori anche senza neve. Questo significa che inizia un piccolo processo di destagionalizzazione che ci permette di attirare turisti anche fuori dai mesi estivi e invernali. I motivi? Le consuetudini di chi fa turismo sono cambiate. Una settimana sotto l’ombrellone, per esempio, esiste sempre meno. Oggi chi viene in Abruzzo sceglie l’utilizzo della bici, i cammini, i percorsi enonogastronomici».
E la nostra regione è pronta a questo tipo di turismo?
«L’Abruzzo deve organizzarsi con tanta formazione sugli operatori professionali per il turismo esperenziale, con il mare che naturalmente rappresenta il core business».
L’operazione marketing come sta funzionando? C’è una riscoperta dell’Abruzzo?
«Fare l’analisi sull’immediato diventa difficile, da quando me ne occupo io, e ho iniziato quattro anni fa, l’obiettivo era e rimane quello di rendere l’Abruzzo visibile. Ho sempre detto nei convegni che l’Abruzzo è il segreto meglio custodito al mondo».
Quali le principali difficoltà?
«Le difficoltà sono quelle che sono aumentati i costi e dobbiamo evitare speculazioni. Anche per questo sicuramente bisogna fare un lavoro di formazione sugli operatori, Devi essere pronto e fornire servizi efficienti. La gente, quando paga, pretende il massimo».
Quale slogan per lanciare l’immagine dell’Abruzzo?
«Abbiamo iniziato con “Abruzzo che bella sorpresa”, ora stiamo lavorando su qualcosa anche di diverso. Stiamo concludendo la vecchia programmazione europea in attesa dell’avvio della nuova. Presto avremo fondi da investire sulla promozione. I flussi turistici non cambiano da un anno all’altro, ma i numeri sono in crescita. Oggi la pagina social Visitabruzzo è tra le più seguite in Italia. Si viaggia su canali nuovi per promuovere il turismo».
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