Turisti dimezzati negli hotel cittadini

15 Luglio 2020

Prenotazioni per soggiorni brevi, ma si rivedono i vecchi clienti

FRANCAVILLA. È un’estate complicata quella degli operatori turistici, impegnati non tanto nel fare cassa, quanto nel recuperare le perdite provocate dal dissesto portato dal Covid. Francavilla non fa eccezione, come confermano gli addetti ai lavori, chiamati a fare i conti con un calo di almeno il 50 per cento rispetto al passato, dettato non solo dal timore per la pandemia, ma anche dalla crisi economica che il virus ha portato con sé.
Una proporzione che, se da un lato genera dispiacere, dall'altro può essere vista anche con un briciolo di ottimismo in considerazione del fatto che l’alternativa sarebbe stata la chiusura. In molti, a maggio, in piena emergenza sanitaria, vedevano la situazione che si sta verificando come la migliore delle ipotesi per l’estate 2020. «Avevamo due strade», spiega Alessandra Ticchi dell’hotel Punta de l’Est, «rimanere chiusi o aprire con la speranza almeno di chiudere i conti in pari. Abbiamo scelto la seconda, per dare continuità, per essere comunque vicini ai clienti abituali, ma anche ai nostri collaboratori». E prosegue: «Mentre per la spiaggia da metà giugno c'è stato un discreto aumento di lavoro, lo stesso non si può dire per l’hotel. Il mese scorso non abbiamo fatto quasi nulla e i numeri di luglio sono davvero bassi. Adesso possiamo solo confidare in agosto. Chi prenota lo fa per soggiorni molto brevi, di due o tre giorni al massimo, il che produce tanto lavoro con una bassa resa. Ma questa è la situazione, quindi meglio rimboccarsi le maniche e lavorare piuttosto che lamentarsi». Sull'utenza: «Sono clienti storici, persone che vengono ogni anno. Parliamo sia di un turismo di prossimità ma anche di chi arriva dal nord Italia. Parecchi ci chiedono anche del bonus vacanze previsto dal governo, che noi offriamo anche se il percorso di attivazione non è dei più agevoli».
Anche Fabrizio Santi Amantini dell'hotel San Marco dice di essere al lavoro per sulla questione: «Da agosto daremo la possibilità di utilizzarlo». Anche se, pure lui, conferma la riduzione del giro d'affari: «Almeno il 50 per cento in meno», taglia corto. «In questo momento lavoriamo con i clienti affezionati, ma spesso le prenotazioni arrivano a ridosso della data di soggiorno. Questo deriva dalla paura legata al virus. Se poi ci si sommano i problemi di natura economica, ecco che il quadro è completo. Noi abbiamo provato anche a lavorare con il turismo sociale, senza grandi esiti. Speriamo che ad agosto qualcosa cambi». La presidente della categoria Alessandra De Merolis, titolare dell’hotel Mare Blu ribadisce: «Paura del Covid e crisi economica hanno ridotto gli affari almeno della metà. C'è troppa paura, ma anche incertezza su quello che può accadere. Riceviamo tante richieste di preventivi, ma solo una piccola parte si trasformano in soggiorni. Va anche detto, però, che qui a Francavilla quasi tutte le strutture hanno riaperto, mentre in altri comuni non è accaduto lo stesso. È un’estate diversa, in cui bisogna stringere i denti augurandoci un futuro migliore».
Teresa Perta, dell’hotel Diamante, è allineata ai suoi colleghi: «Il lavoro è dimezzato, ma allo stesso tempo si stanno rivedendo persone che non venivano da anni, evidentemente impossibilitate a viaggi di altro tipo. Giugno ha avuto lo stesso rendimento dei mesi invernali, a luglio qualcosina si è mosso. Ho diversi clienti che vengono dal nord e che prima di prenotare chiedono rassicurazioni sull'emergenza sanitaria». E del bonus vacanze dice: «No, è troppo macchinoso. Però applichiamo degli sconti. Per poter lavorare è l'unica strada». L'assessore al Commercio Luisa Russo: «Non sarà l’estate migliore di sempre, ma per quelle che erano le aspettative tutto sommato la situazione non è drammatica. Oltre agli alberghi ci sono anche altre strutture come i bed and breakfast e le seconde case in grado di richiamare turismo. Io resto ottimista, anche in virtù dei riscontri che ho sul territorio. È chiaro che tutto va rapportato alla pandemia globale non preventivabile e che ha fatto saltare ogni programma».
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