Tutti al Conservatorio 420 aspiranti iscritti ma la metà resta fuori

Pubblicate le prime graduatorie, gli altri nomi a settembre Magri: «Godiamo di buona salute e siamo molto attivi»
PESCARA. Ci sperano in tanti, ma non c'è posto per tutti. Sono circa 420 le domande di iscrizione arrivate al Conservatorio Luisa d'Annunzio di Pescara, tra corsi accademici e preaccademici, e solo 200 riusciranno ad entrare in questa scuola a numero chiuso. Sono i primi dati dell’anno accademico 2015 - 2016 della struttura di viale Bovio che continua ad avere un’ottima reputazione a livello nazionale tanto che per la sola scuola di popular music e jazz le richieste di accesso arrivate al Conservatorio sono circa 130, non solo dall’Abruzzo, ma entreranno circa in cinquanta.
Bene anche diversi altri corsi, tra cui canto, pianoforte, chitarra, flauto e musicoterapia, come emerge dalle graduatorie pubblicate sul sito internet del “D’Annunzio” nei giorni scorsi con i nomi dei candidati dichiarati idonei (per ora ci sono solo le graduatorie per i corsi accademici, mentre per i corsi preaccademici si deve aspettare settembre, quando si apriranno i termini per le immatricolazioni).
«Godiamo di buona salute, tra settori più forti e altri tradizionalmente un po’ più deboli» - dice il direttore Massimo Magri che parla del Conservatorio nella sua globalità, senza fare distinzioni tra corsi più o meno gettonati. La distinzione, semmai, si può tracciare rispetto alle università, «che fanno registrare un meno 10-20 per cento mentre noi cresciamo, anche se di poco, e comunque non andiamo indietro».
Certamente le cose sono cambiate rispetto al passato perché «se prima l'ambiente del Conservatorio era chiuso e poco permeabile ora non è più così. Anzi, passa l'immagine di una istituzione attiva e questo grazie alle produzioni, che coinvolgono tanti di noi», dice sempre Magri, la cui attività artistica lo ha portato di recente ad esibirsi nuovamente al fianco del tenore Josè Carreras.
«Durante l'anno sono molti gli spettacoli che vengono organizzati qui per le scuole e il nostro auditorium», aggiunge il direttore, «è occupato quasi cento giorni l'anno per un gran numero di manifestazioni, per cui arriviamo ad accogliere gratuitamente circa 25mila persone, per lo più giovani. Così si crea un contatto vivo e dinamico e poi c'è un bel clima, il sentimento degli studenti aiuta». Una dimostrazione del successo riscosso all’esterno si può misurare anche attraverso le continue richieste per l’esibizione dei vari ensemble del Conservatorio in manifestazioni dentro e fuori Pescara e che richiamano sempre molto pubblico.
Di idee per crescere ulteriormente, poi, ce ne sono a iosa ma ci sarebbe bisogno di alcune certezze, a partire dal rilancio del Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale (Cnam), bloccato da troppo tempo.
«Vorremmo, ad esempio, attivare la scuola di musica da film, e poi c'è sempre la speranza che venga aggiornato il percorso del biennio, ma su questo punto è tutto fermo dal 2004». Per ora resta nel capitolo dei desideri anche «la disponibilità di altri locali», perché quelli tra via Bovio e via Muzii sono insufficienti e la convivenza tra i vari corsi non è semplice, anzi. Il progetto di entrare in possesso della ex scuola di via Saffi è sfumato, almeno per il momento, e comunque le ambizioni per i prossimi anni saranno affidate al nuovo presidente. La nomina, da parte del ministero, è attesa a settembre. E poi, chissà che Magri non riesca a portare Carreras a Pescara.
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