Uccisa con sette coltellate: caccia al compagno in fuga

2 Novembre 2023

La 66enne inglese colpita alla schiena in camera da letto, c’è la pista sentimentale I carabinieri cercano il connazionale di 74 anni: quasi sicuramente è già all’estero

CASOLI . Sette coltellate alla schiena per strappare la vita alla compagna e indossare le vesti del sospettato numero uno. Lei, 66 anni, inglese. Lui, 74 anni, suo connazionale, irreperibile forse già da sabato scorso – giorno del delitto – e da ieri ufficialmente ricercato dai carabinieri. Sparito con la sua auto, è in vantaggio di quattro giorni. Quasi certamente è già all’estero. Poco cambia: lo inseguono anche oltreconfine. Giallo dal movente ancora nebuloso, non si esclude a sfondo sentimentale, che proietta di colpo Casoli – a un ventina di chilometri da Lanciano – sotto i riflettori delle cronache nazionali a tinte noir per l’ennesimo femminicidio messo a segno. A essere uccisa, sotto i colpi dei fendenti, in una villetta in aperta campagna al civico 70 di contrada Verratti, è Michele Dawn Faiers, da almeno tre anni nel paese dell’Aventino, dove aveva deciso di trasferirsi per la tranquillità della zona e la vicinanza della montagna. L’omicidio si consuma il 28 ottobre, ma viene scoperto solo ieri, un dettaglio che consente al convivente, Michael Dennis Whitbread, di guadagnare tempo e pianificare la fuga con più freddezza. È scappato a bordo di una Jeep Compass bianca, che i carabinieri stanno cercando ovunque.
L’ALLARME
Sono le 10.30 di ieri. Un’amica di Michele, anche lei inglese, che vive nella vicina Palombaro, raggiunge l’abitazione di Casoli perché, da tre giorni, non riceve risposta al telefono. Sale la scalinata esterna che porta al primo piano. La chiave è nella toppa, continua a chiamare Michele, ma niente. Prende coraggio, apre la porta e scopre il motivo di quel prolungato e insolito silenzio: la sessantaseienne è sul pavimento della camera da letto, distesa in una pozza di sangue, addosso un lenzuolo. Sotto choc, la donna corre fuori e comincia a urlare, attirando l’attenzione dei vicini che chiamano in caserma.
IL SOPRALLUOGO
Sul posto arrivano il procuratore di Lanciano Mirvana Di Serio, il colonnello Alceo Greco, comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, e il medico legale Pietro Falco. Va avanti per ore il sopralluogo del nucleo investigativo, diretto dal capitano Placido Abbatantuoni, e del nucleo operativo della compagnia frentana, guidato dal capitano Giuseppe Nestola. In questi stessi minuti, parte la caccia all’uomo: a tutte le forze dell’ordine vengono forniti la descrizione dell’uomo, la fotografia e il numero di targa dell’auto con la quale è fuggito. I militari indossano tute bianche e calzari: fotografano la scena del crimine, rilevano tracce, cercano indizi anche in un camper e in un furgoncino appartenenti alla coppia. Sul corpo della donna non ci sono segni di lotta: significa che, mentre era in pigiama, potrebbe essere stata colta di sorpresa dall’assassino. Ulteriori elementi emergeranno dall’autopsia che sarà eseguita già nelle prossime ore.
IL CONTESTO E LE INDAGINI
Non risultano denunce presentate dalla vittima per episodi di violenza da parte del convivente. Nessuno, almeno in zona, sostiene di conoscere bene Michele e il compagno, anche per banali difficoltà linguistiche, considerando che entrambi parlavano solo in inglese. I residenti li vedevano spesso fare passeggiate nella campagna circostante insieme ai loro tre cani, ora affidati all’amica che ha scoperto il corpo senza vita. Nessuno racconta di averli mai notati litigare. Fermo restando che, per ricostruire il contesto della tragedia, saranno determinanti le testimonianze che i carabinieri stanno raccogliendo in caserma. È quasi l’imbrunire quando il corpo di Michele viene portato via dall’abitazione, direzione obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. La caccia all’uomo è appena cominciata.