Uccise il padre a coltellate affidata la perizia psichiatrica

POPOLI. È iniziato, ieri, davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, il procedimento giudiziario riguardante Sante Corazzini, 42 anni, che il 12 agosto...
POPOLI. È iniziato, ieri, davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, il procedimento giudiziario riguardante Sante Corazzini, 42 anni, che il 12 agosto 2013 uccise il padre di 66 anni a coltellate nella loro abitazione in via dei Tigli nella zona peep di Popoli. L’omicidio avvenne al culmine di una lite tra padre e figlio. Il rapporto tra i due era infatti teso ed era cambiato subito dopo la morte della madre, avvenuta qualche anno primo. Il 42enne, che era da tempo in cura nel centro di igiene mentale di Tocco da Casauria ed era stato affidato al padre in quanto ritenuto seminfermo di mente, la terribile sera dell’estate di due anni fa avrebbe aspettato che il genitore si mettesse a dormire, lo avrebbe raggiunto in camera da letto e colpito al torace e al collo con un coltello preso in cucina. Il padre, dopo essersi svegliato, avrebbe anche cercato di difendersi dalla furia del figlio e di telefonare alla figlia, senza però riuscirci. Nel corso dell’udienza di ieri, su richiesta del difensore di Corazzini, l’avvocato Paolo Marino, è stato affidato l’incarico allo psichiatra aquilano Maurizio Cupillari di stabilire, tramite incidente probatorio, la capacità di intendere e volere al momento dei fatti e di valutare la pericolosità sociale del 42enne. Il consulente ha 60 giorni per consegnare l’esito della perizia. La prossima udienza è stata fissata all’11 febbraio. Corazzini, che deve rispondere di omicidio volontario pluriaggravato, è tornato in libertà dall’agosto 2014. Negli anni Novanta, fu condannato per aver picchiato e ucciso un anziano, da cui avrebbe subito, a suo dire, attenzioni a sfondo sessuale. La pena venne prima attenuata in appello, grazie al riconoscimento dell’attenuante della provocazione, e poi condonata con la grazia, che gli fu concessa dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Delle indagini si sono occupati i carabinieri di Popoli e del Reparto operativo di Pescara, coordinati dal pm Silvia Santoro.
Marianna Ventura
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