Uccise la moglie Cleria a colpi di pistola, disposta la perizia psichiatrica per Antonio Mancini

Il femminicidio di un anno fa a Lettomanoppello. Durante l'udienza sono state mostrate le immagini di una telecamera che ha ripreso l'intera azione: la donna viene colpita dai proiettili dopo essere stata avvicinata dal marito, da cui viveva separata da cinque anni
LETTOMANOPPELLO. Si farà una perizia per accertare la capacità di intendere e di volere al momento del fatto e l'eventuale pericolosità sociale su Antonio Mancini, il 70enne che il 9 ottobre del 2025 ha ucciso la moglie Cleria Mancini, sparandole due colpi di pistola in strada a Lettomanoppello, in provincia di Pescara. Lo ha deciso la Corte d'Assise di Chieti, affidando l'incarico al dottor Ildo Polidoro, dove oggi il processo è entrato nel vivo ascoltando i carabinieri che intervennero subito dopo il fatto, arrestando Mancini, i consulenti della Procura e uno dei due figli della vittima, entrambi costituiti parte civile.
Durante l'udienza sono state mostrate le immagini di una telecamera che ha ripreso l'intera azione ovvero la donna che viene colpita dai proiettili dopo essere stata avvicinata dal marito, da cui viveva separata da cinque anni, il quale si muoveva a bordo di un triciclo elettrico. L'uomo ha utilizzato un'arma, detenuta da diversi anni, che era appartenuta a un ex agente della Polizia penitenziaria di Pescara.
Il figlio ha raccontato che l'uomo era violento verso la madre, fisicamente, psicologicamente e a livello economico ma che lei lo aveva sempre aiutato. Ha poi riferito che nel pomeriggio di quel giorno anche lui fu minacciato di morte dal padre, ma che questi a suo dire aveva venduto la pistola perché non aveva i soldi per mangiare. Arma che invece utilizzò proprio contro la moglie che quel giorno precedeva a piedi di pochi metri il nipote. Peraltro, secondo quanto emerso durante l'udienza, il 70enne, che aveva il colpo in canna e portava con sé un altro caricatore con 14 proiettili, quel giorno in paese mostrò la pistola a diverse persone ma nessuna di loro segnalò il possesso dell'arma a una pattuglia dei carabinieri che pure era transitata. Per la difesa, che ha depositato una consulenza psichiatrica, Mancini presenta tratti di una forte paranoia pregressa aggravata a livello esponenziale da utilizzo di alcol proprio in quella giornata, e dunque la sua capacità era fortemente scemata. Prossima udienza il 9 ottobre.

