Ucciso dal vicino per i rumori La famiglia: nessun risarcimento

PESCARA. «I familiari del signor Salvatore Russo, brutalmente ucciso in data 25 aprile 2018, non hanno ottenuto alcun risarcimento danni, allo stato vi è solo una condanna di risarcimento in via...
PESCARA. «I familiari del signor Salvatore Russo, brutalmente ucciso in data 25 aprile 2018, non hanno ottenuto alcun risarcimento danni, allo stato vi è solo una condanna di risarcimento in via provvisionale, ma non ancora eseguita». Gli avvocati Alessio Di Censo ed Emanuela Mattucci, che assistono la famiglia della vittima, uccisa con 38 coltellate dal vicino di casa, Roberto Mucciante, condannato a 16 anni di reclusione dal gup Elio Bongrazio, lamentano il fatto che a quella sentenza, che prevedeva anche una provvisione di ben 250mila euro, dal punto di vista economico non sia stato liquidato neppure un centesimo. Il giudice aveva concluso le sue motivazioni riconoscendo alle parti offese il risarcimento dei danni da liquidarsi in sede civile, ma aveva anche aggiunto una provvisionale: 75 mila euro per la moglie della vittima, Vittoria Ventrella, 40mila euro ciascuno per i 4 figli, Maria, Michele, Anna Rita e Antonella Russo, e 15mila euro per la sorella Vincenzina Russo. Dalla data della sentenza, e cioè dal 17 dicembre 2019, i familiari attendono ancora questa provvisionale. Un delitto assurdo, maturato nel condominio dove vittima e carnefice abitavano: delitto nato per questioni banali legate ai rumori che provenivano dall'appartamento della vittima. La procura aveva chiesto 20 anni di reclusione, scesi poi a 16 sia per la riduzione prevista dal rito abbreviato sia per le condizioni di capacità di intendere e di volere dell'omicida, grandemente scemate per un’infermità di mente confermata dalla perizia psichiatrica. (m.cir.)

