Uffici, ascensori e parcheggi quanti stop ai disabili all’Asl

3 Febbraio 2015

Tour in ospedale del sindaco con un malato di distrofia muscolare a caccia di barriere architettoniche. E l’invalido mette l’auto nel posto riservato a D’Amario

PESCARA. «Non capisco perché ormai da tempo sul parcheggio riservato ai disabili i lavori siano in corso. E allora stamattina ho deciso di parcheggiare sul posto riservato al manager Claudio D’Amario. Tanto i posti un po’ più in là ci sono e qualche passo in più lui lo può fare, per andare in ufficio». È cominciato così, ieri mattina, il percorso di Camillo Gelsumino, della Uildm, l’Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare, a bordo della sua carrozzella, tra gli ostacoli presenti, per la sua deambulazione, nell’ospedale civile.

Le barriere architettoniche sono quasi tutte concentrate nella zona del vecchio ospedale, in via Paolini. A partire dall’ingresso principale, nel quale se un disabile si immette sulla corsia di destra per andare a chiedere informazioni all’ufficio preposto, per entrare nel cortile o deve decidere di tornare indietro e farsi alzare la sbarra che delimita il passaggio delle automobili, o invece deve rinunciare del tutto, visti i due gradini che gli si stagliano davanti, impossibili da superare.

Ma questo è solo il biglietto da visita. Una volta riusciti a entrare in cortile, sempre avendo l’intenzione di recarsi negli uffici della Asl, altri due gradini, prima l’uno e poi l’altro, a distanza di qualche metro, si frappongono tra il cortile e il portone principale.

Nel retro dell’edificio, la situazione non cambia. Se a esempio un disabile in carrozzella volesse conoscere quali siano le vie da percorrere per ottenere giustizia su una particolare vicenda, proprio recandosi nel posto deputato, cioè negli uffici del Tribunale per i diritti del malato, troverebbe i primi ostacoli.

Per entrare, dovrebbe chiamare il personale e chiedere l’apertura dell’anta fissa dell’uscio, poiché altrimenti non vi sarebbe uno spazio sufficiente per passare. Andando invece in un ambulatorio posto di fronte, come fa notare Gelsumini, che ieri è stato accompagnato, nel suo giro all’interno della struttura, dal sindaco Marco Alessandrini e dal presidente della commissione comunale delle Politiche sociali, Antonio Natarelli, «si rischia di ribaltarsi, vista la pendenza dello scivolo».

Insomma, un percorso a insidie, fino ad arrivare nella parte cosiddetta nuova dell’ospedale. E qui sembra che di ostacoli non ve ne siano. A parte, però, mette in luce Gelsumini, qualche ascensore, il quale consente l’ingresso a una carrozzella, ma di misura. «Devo stare molto attento quando entro in questi ascensori», evidenzia l’esponente della Uildm. E infatti basta un nulla per non centrare lo spazio che si apre per l’ingresso. «Per non parlare inoltre dei tempi di attesa», evidenzia Gelsumini, «e delle scarse possibilità poi di entrare effettivamente nell’ascensore, visto il consueto affollamento di persone».

Ma a richiamare l’attenzione di Gelsumini è anche lo spazio antistante gli uffici dell’accettazione dell’ospedale.

«I parcheggi lì sono sempre tutti occupati. Siamo sicuri», si è domandato, «che tutti abbiano titolo per sostarvi per un periodo indeterminato di tempo, come spesso accade?». Barriere ora al vaglio del Comune, come ha annunciato ieri il sindaco. «Abbiamo dato il via alla Peba, il Piano dell’eliminazione delle barriere architettoniche insieme alla Asl, la quale sta redigendo una relazione sullo stato», ha reso noto Alessandrini, ricevuto ieri nella sede della struttura sanitaria dal direttore sanitario della Asl, Fernando Guarino, e dal direttore tecnico dell’azienda, Vincenzo Lo Mele.

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