Ultimo weekend di shopping: folla in centro e corsa ai regali

21 Dicembre 2020

Pienone in strada e lunghe file fuori dai negozi, in vista della zona rossa in programma da giovedì Commercianti entusiasti: «Incassi uguali allo scorso anno, ma adesso temiamo le nuove chiusure»

PESCARA. Lunghe file fuori ai negozi per la corsa ai regali, in una febbre da shopping che precede l’avvio della zona rossa e il primo Natale senza cenoni e festeggiamenti con le famiglie riunite a causa della pandemia. Nell’ultimo weekend con i negozi aperti prima delle restrizioni, anche a Pescara si registra il pienone nel quadrilatero centrale dello shopping.
Complici i parcheggi gratuiti sabato e domenica anche sulle strisce blu e nell’area di risulta, le immagini fotografano assembramenti (con mascherina) a tutte le ore nelle principali vie commerciali: all’esterno dei negozi di abbigliamento, calzature e gadget per le compere delle ultime ore, ma anche in librerie, profumerie e negozi di giochi per bambini per i tradizionali pensieri ad amici e familiari. Anche senza tavoli e sedie all’interno e all’esterno delle attività, hanno lavorato benino anche bar e pasticcerie. In tanti, infatti, si sono concessi il piacere di un caffè o di un dolce, seppure da asporto, o di una bibita sorseggiata passeggiando e cercando di farsi largo tra le vetrine addobbate a festa.
La soddisfazione dei commercianti per la ripartenza delle vendite è unanime, nonostante l’amaro lasciato dal decreto Natale che da giovedì riporterà l’Italia in zona rossa, con la chiusura delle attività nei giorni di maggiore afflusso, in particolare il 24 dicembre. «Il fatturato del weekend è allineato a quello dello scorso anno dentro e fuori dal centro città», analizza Fabrizio Vianale, direttore di Confartigianato, dopo aver ascoltato, a campione, i negozianti di abbigliamento, calzature e gioiellerie nelle aree periferiche e centrali della città. «Il problema sono i giorni di lavoro in meno poiché, inevitabilmente, riducendo le finestre a disposizione dello shopping, si favorisce la concentrazione solo in alcune giornate, creando pericolosi assembramenti. Lo stesso è avvenuto nei ristoranti nei mesi addietro e noi lo abbiamo sempre denunciato». Tanti commercianti si sono attrezzati con le vendite online e con le consegne a domicilio, ma il piacere di una passeggiata nel centro addobbato con le luminarie di Natale e con la musica in filodiffusione ha spinto tantissime famiglie, giovani e adulti a preferire le compere tradizionali, rigorosamente nel proprio Comune di residenza. «Questa è una scelta folle del Governo», incalza Vianale, «specie per una città come Pescara in cui l’area di assembramento, limitata al centro, è appena il 5 per cento dell’intero territorio. Invece di predisporre misure controllo, delimitando anche un’area specifica, si è deciso di chiudere tutta Italia ed equiparare così l’intero territorio nazionale. Zone come i Colli o Porta Nuova, dove pure insistono diverse attività commerciali, non sono assolutamente a rischio assembramento. I negozianti sono inferociti e delusi perché amano il loro lavoro e vorrebbero solo continuare a stare aperti rispettando le regole».
Registra «un bel movimento» anche Gianni Taucci, presidente della Confesercenti: «Vedere fuori ai negozi una fila ordinata e distanziata di gente in attesa di fare compere è sicuramente un ottimo segnale che dimostra come lo shopping natalizio sia ripartito. Per gli incassi bisognerà tirare le somme a fine anno, ma speriamo che le limitazioni del 24 possano essere recuperate il 23, anche se alcuni negozianti hanno lamentato come, a differenza degli anni scorsi, ci sia stata un’impennata di acquisti da 20 euro in media a fronte di regali più sostanziosi acquistati in passato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA