Un’altra tartaruga trovata morta

È la seconda in pochi giorni nello stesso tratto di spiaggia al confine con Pescara
MONTESILVANO. Ancora una tartaruga spiaggiata al confine tra Montesilvano e Pescara. L’esemplare, il secondo rinvenuto nell’arco di pochi giorni sullo stesso tratto di costa, è stato avvistato da un passante tra gli stabilimenti Bahamas e Tre Palme e segnalato alla guardia costiera che ha attivato l’iter previsto. A fornire i dettagli su tali procedure è Vincenzo Olivieri, presidente del Centro Studi Cetacei, l’associazione con sede a Pescara che dal 1985 si occupa del recupero e dello studio dei cetacei a livello nazionale. «La competenza sugli animali marini protetti è della guardia costiera», spiega, «quindi in caso di avvistamento di una tartaruga i cittadini possono contattare il 1530. Loro allertano il nostro Centro per l’attivazione dei servizi veterinari della Asl che intervengono per fare una biometria completa e determinare la presenza di eventuali malattie. Sulla base di tali riscontri e dello stato di conservazione dell’animale, si valuta l’invio dell’esemplare all’Istituto zooprofilattico per accertare le cause della morte». Causa che, nella maggior parte dei casi, è riconducibile alla pesca accidentale degli animali, particolarmente presenti in inverno nell'Adriatico. «Le tartarughe respirano con i polmoni», ricorda Olivieri, «ed è per questo che, quando finiscono nelle reti a strascico e ci restano per troppo tempo, muoiono per annegamento». I pescatori poi gettano le carcasse in mare e le mareggiate le riportano a riva. «Negli ultimi anni stiamo assistendo a un piacevole cambio di tendenza», rivela il veterinario, «con i pescatori che ci chiamano per segnalarci tartarughe ferite che poi portiamo nel nostro ospedale in via Di Sotto a Pescara, dove sono ricoverati 7 esemplari e dove prestano servizio 18 volontari tra veterinari e biologi marini». Sono circa 70 le tartarughe Caretta Caretta rinvenute sulle coste abruzzesi nel 2020, di cui 16 in provincia di Pescara. La lunga lista degli spiaggiamenti sull’intero territorio nazionale è contenuta nella GeoCetus, una banca data georeferenziata nata nel 2012 e gestita dal Centro Studi Cetacei. (a.l.)

