Un altro rinvio per il bilancio, centrodestra all’attacco

PESCARA. Un altro rinvio per l’esame del bilancio del Comune. Ieri mattina, la seduta del consiglio comunale appena aperta è stata subito chiusa perché mancava il parere dei revisori sul maxi...
PESCARA. Un altro rinvio per l’esame del bilancio del Comune. Ieri mattina, la seduta del consiglio comunale appena aperta è stata subito chiusa perché mancava il parere dei revisori sul maxi emendamento predisposto dalla commissione Finanze per correggere alcuni errori nel documento contabile, tra cui l’assenza di un capitolo di spesa per pagare i compensi ai consiglieri. Così, il presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli è stato costretto a sospendere i lavori rinviando la seduta a domani mattina, alle 9.
Si tratta del secondo rinvio nel giro di pochi giorni e tra maggioranza e opposizione si è aperta una nuova polemica dopo quella sulla mancata approvazione del bilancio entro il 31 gennaio, termine entro il quale il Comune avrebbe potuto richiedere l’utilizzo di 5 milioni di euro del Fondo sperimentale di riequilibrio per le spese correnti. Per quella vicenda, il centrosinistra ha accusato il centrodestra di aver fatto perdere i soldi alla città con l’ostruzionismo. Ieri, è arrivata l’ennesima replica dell’opposizione. «Nella commissione Finanze che si è svolta oggi (ieri, ndr)», hanno scritto in una nota i capigruppo di Forza Italia Marcello Antonelli, Pescara in Testa Guerino Testa e Pescara futura Carlo Masci, «il collegio dei revisori dei conti ha confermato e verbalizzato che, il 31 gennaio scorso, il consiglio non avrebbe mai potuto approvare il documento finanziario se non con il loro parere contrario». «I revisori», hanno aggiunto, «hanno confermato tutto ciò che avevamo preannunciato nei giorni scorsi. Il collegio dei revisori ha vincolato il proprio parere al ripristino degli impegni di spesa in quei capitoli obbligatori che, stranamente, la giunta ha azzerato. Azzeramento che non è consentito perché, ad esempio, i gettoni di presenza vanno pagati obbligatoriamente ai consiglieri comunali. Visto che le condizioni poste dai revisori dei conti non erano state soddisfatte dalla giunta, non sarebbe stato possibile varare il bilancio entro il 31 con il loro parere favorevole. Avremmo dovuto approvare, quindi, un bilancio con il parere contrario del collegio, facendo una forzatura inaccettabile e soprattutto impugnabile in sede giudiziaria».
«È dunque, fallito», hanno sottolineato Antonelli, Testa e Masci, «il tentativo di scaricare sul centrodestra la responsabilità di non aver varato il documento entro il 31 gennaio, consentendo di godere di un ipotetico spazio finanziario di 5 milioni di euro da spendere in deroga al patto di stabilità. Somma peraltro spendibile solo se quei soldi fossero effettivamente disponibili in cassa, ma al Comune quella somma non c'è. La commissione, non essendo trascorse le 24 ore previste dal Regolamento, non ha potuto approvare il maxi emendamento correttivo ed è saltata anche la seduta del consiglio».
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