Un camion sulla folla Strage al mercatino

20 Dicembre 2016

Berlino, sangue tra le bancarelle di Natale: almeno 9 vittime e 50 feriti Muore uno degli attentatori, l’altro arrestato durante la fuga. L’Is rivendica

BERLINO. Berlino rivive l’incubo di Nizza. Almeno nove persone restano uccise e cinquanta ferite nella corsa di un camion sulla folla assiepata in un mercatino di Natale. Il teatro della strage è il quartiere di Charlottenburg, dove attorno alle 20.15, mentre centinaia di persone si assiepano attorno alle bancarelle, un veicolo di grandi dimensioni invade il marciapiede del viale principale dello shopping, il Ku’ Damm, proprio davanti alla chiesa della commemorazione Kaiser Wilhelm. La scena è spaventosa: il mezzo, che ha una targa polacca, travolge la gente che cerca di mettersi in salvo scappando senza una direzione precisa, ma molti non ce la fanno e vengono investiti dal camion, lanciato come un proiettile: in nove perdono la vita, a decine riportano ferite più o meno gravi. Per la polizia, che nei primi minuti sceglie la linea della prudenza, senza escludere la possibilità di un incidente, si tratta «presumibilmente» di un attentato.

È una ipotesi che a tarda sera sembra trovare conferma: il tabloid britannico Sun, che cita il quotidiano conservatore americano Washington Times (considerato vicino alla Cia), riferisce che lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell'attentato. Il Times cita come fonte le Forze di mobilizzazione popolari irachene, le truppe sciite che stanno combattendo per liberare Mosul. Il ministro della Giustizia Heiko Maas annuncia in tarda serata con un tweet che la procura federale generale, che ha competenza nei casi di terrorismo, ha assunto le indagini.

Delle due persone che si trovano a bordo una muore, sembra ucciso da colpi d’arma da fuoco. È probabilmente il passeggero. Un secondo uomo, l’autista, che a detta dei testimoni sembra provenire dall’Europa dell’Est, scappa a piedi cercando di far perdere le proprie tracce correndo in direzione del Tiergarten, lo zoo. Nella città sotto choc si scatena una gigantesca caccia. Ma la fuga dell’attentatore dura poco. vUn’ora e mezza dopo la strage l’uomo viene arrestato. Il camion è di proprietà di un’azienda di trasporti di Danzica, che dice di aver perso il contatto con il mezzo attorno alle 16 del pomeriggio. Il veicolo, secondo il Guardian, era partito dall’Italia per fare rientro in Polonia e avrebbe dovuto fermarsi a Berlino. Il proprietario dell'azienda, identificato solo come Ariel Z, dichiara che il veicolo era guidato da suo cugino ed esclude che possa aver provocato volontariamente lo schianto. L’ipotesi dunque è che il mezzo possa essere stato rubato e l’autista sequestrato.

«Non vi sono indicazioni in merito ad altre situazioni pericolose a Berlino» riferisce un tweet della polizia della capitale tedesca poco dopo le 22, dichiarando che la situazione è tornata sotto controllo.

A pochi giorni dal Natale torna in Europa nel modo più drammatico l’allarme attentati. La Germania è sconvolta. La cancelliera Angela Merkel «piange le vittime» dell’attacco dicendosi «sgomenta» per il «possibile» attentato. «È una serata terribile per Berlino e per il nostro Paese che rende sgomento me e tante persone» dichiara il presidente della Repubblica tedesca Joachim Gauck. Sono passati appena sei mesi dalla spaventosa strage del 14 luglio scorso a Nizza, dove un uomo alla guida di un camion uccise 86 persone sulla Promenade des Anglais. Una ferita ancora sanguinante nel cuore dell’Europa. Il killer di Nizza, il franco-tunisino Mohammed Lahouaeie-Bouhlel, venne ucciso al termine della corsa in cui, avanzando a zig zag sulla strada invasa di gente per i fuochi d’artificio della festa nazionale, uccise il maggior numero di persone, tra cui 6 italiani. Anche in quel caso l’attentato venne rivendicato dallo Stato islamico: la risposta di un “lupo solitario” agli appelli lanciati dal sedicente Califfo dello Stato islamico Abu Bakr al Baghdadi a colpire ovunque «i crociati» in Occidente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA