«Un centro per trattare l’epilessia»
Appello di Pierfelice: all’ospedale serve una struttura di riferimento
PESCARA. Un centro di riferimento per il trattamento delle patologie epilettiche anche a Pescara. La creazione della struttura è sollecitata da Mariapia Pierfelice, referente Abruzzo e Molise dell’Associazione italiana epilessia, malattia di cui si è celebrata la giornata nazionale il 13 febbraio scorso. Sono oltre 15mila, anche se la stima non è aggiornata, le persone affette da epilessia in Abruzzo, 500mila in Italia pari all’1% della popolazione. «Anche se l’ospedale di Pescara e il Pronto soccorso trattano in maniera efficace i casi di epilessia, è necessario», dice Pierfelice, «che anche a Pescara, come già all’Aquila e a Chieti, che però non ha posti letto, nasca una struttura di riferimento che organizzi un percorso diagnostico assistenziale e che i centri vengano messi in rete, quindi collegati l’uno all’altro. Non è pensabile che possa bastare un elettroencefalogramma per trattare l’epilessia che è una malattia neurologica seria, di cui però si parla troppo poco».
È una patologia che si può manifestare intorno ai 6-7 anni oppure dopo i 70 ed è causata, semplificando, «da una scossa elettrica nel cervello che produce una momentanea alterazione della coscienza nella persona» che necessitano di trattamenti farmacologici atti a placare gli attacchi. «Non è una malattia mentale e non è contagiosa», rassicura Pierfelice. E, anche a causa delle false credenze, l’associazione intende «portare nelle scuole il messaggio da far arrivare ai ragazzi e ai docenti che, attraverso lezioni mirate, potrebbero imparare come è necessario comportarsi e cosa non fare nel caso un compagno abbia un attacco epilettico», conclude la referente regionale dell’associazione. (c.co.)

