Un’estate a secco: la rabbia di chi vive e lavora a San Franco

11 Settembre 2020

Il barista Di Simone: costretti a chiudere tutte le sere alle 22 Il residente: avvisi solo sui social, difficile anche organizzarsi 

FRANCAVILLA. La carenza d’acqua ha tormentato l’estate di Francavilla, uno dei comuni maggiormente coinvolti dall’emergenza idrica che in questi mesi ha avvolto quasi l’intera regione. Dai primi di luglio i cittadini sono costretti a fare i conti con le continue chiusure, e adesso, dopo due mesi di sofferenza, sono esausti. In particolare sono i residenti e i commercianti del paese alto a sbottare, impotenti davanti ai rubinetti da cui non esce nulla. Quella di San Franco è la parte della città che ha pagato il prezzo più alto in queste settimane, e adesso chi in quella zona ci vive e ci lavora vuol far sentire la sua voce. «Da dieci anni sono qui con il mio esercizio, ma mai avevo assistito a una cosa del genere», protesta Roberto Di Simone della Caffetteria del Comune. «Abbiamo vissuto un’estate fatta di tanti eventi qui in piazza, con tanta gente che spesso non abbiamo potuto servire. Almeno tre volte a settimana l'acqua veniva chiusa. Arrivati alle 22, puntuale come un orologio svizzero, i rubinetti rimanevano a secco. E ci rimangono ancora. Questo ovviamente scoraggia l’afflusso dei clienti, che non possono nemmeno usufruire dei servizi se ne hanno bisogno. Lavorare in queste condizioni è impossibile, tanto che spesso, dopo le 22, abbiamo preferito chiudere, visto che la gente non entrava». Accanto a lui c'è Angelo, la cui mamma 84enne vive proprio a San Franco: «Perché solo questa zona viene interessata dalle continue chiusure?», si chiede con tono polemico. «Perché negli altri punti della città l’acqua c’è? Mia madre prima di andare a dormire non ha nemmeno la possibilità di lavarsi. E tra l’altro Aca non ha neanche fatto un’adeguata comunicazione. Solo sui social, ma nessun avviso in zona. Così diventa difficile anche organizzarsi».
Anche Giulia Giusti del bar del Duomo critica la gestione della crisi idrica: «Posso confermare che di disagi ce ne sono stati tanti e continueranno a esserci, visto che almeno fino a metà mese le cose non cambieranno. A volte l’acqua è mancata anche dalle 21,30, con mezz’ora di anticipo rispetto a quanto previsto. Per noi che ci lavoriamo è un disagio non da poco. È normale che così facendo i clienti vanno via, non c’è da sorprendersi. Tra le altre cose, rientrare a casa dopo ore di lavoro e non potersi neanche fare una doccia è davvero avvilente». E Guido, commentando le notizie sulle ulteriori chiusure, dice: «L’acqua viene chiusa sempre al paese alto. Perché non toglierla ogni tanto anche sul viale? Chi si sveglia alle 5 per andare al lavoro non può nemmeno darsi una sciacquata».
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