Un ex cameriere: ho la mia dignità e non voglio mendicare

10 Febbraio 2018

PESCARA. Filippo Giacalone, 52 anni, nato a Milano, vissuto a Palermo, è arrivato per la prima volta a Pescara nel 2010 per fare il cameriere in un albergo di Silvi. «E' durata una stagione»,...

PESCARA. Filippo Giacalone, 52 anni, nato a Milano, vissuto a Palermo, è arrivato per la prima volta a Pescara nel 2010 per fare il cameriere in un albergo di Silvi. «E' durata una stagione», racconta l'uomo, affetto da una patologia sanitaria che non gli consente di stare troppo tempo in piedi, ospite della Cittadella della Caritas e collaboratore di On the road, «poi è finita. Sono andato a lavorare a Messina, ma nel 2016 sono tornato a Pescara grazie all'aiuto di amici. Da quel momento sono un senza fissa dimora e, dal dizionario, vuol dire vagabondo senza occupazione che vive di espedienti, mendicante, accattone». «Io non mi sento tale», dice Giacalone, che passa il tempo a fare volontariato alle docce di via Gran Sasso e a dare un aiuto alle Vincenziane, ama la lettura e scrive poesie, «la vita mi ha atterrato, ma ho la mia dignità, vorrei solo un lavoro per esprimerla. Lo Stato non aiuta i poveri come me, concede solo elargizioni in denaro agli stranieri, è davvero difficile essere italiani in questo Paese». Le strutture di accoglienza sul territorio, gestite da associazioni di volontariato, dalla Caritas alle Vincenziane, da On the Road a Comunità di Sant'Egidio e mensa di San Francesco, dispongono di fondi provenienti dall'8 per mille. (c.co.)