Un fondo straordinario per le famiglie di Penne

PENNE. Gli effetti del coronavirus sul territorio vestino rischiano di essere ancor più negativi di quelli strettamente sanitari. Il piccolo commercio, così come le più grandi aziende, hanno dovuto...
PENNE. Gli effetti del coronavirus sul territorio vestino rischiano di essere ancor più negativi di quelli strettamente sanitari.
Il piccolo commercio, così come le più grandi aziende, hanno dovuto alzare bandiera bianca di fronte all’avanzata impetuosa dell’invisibile Covid-19. È stato un marzo da saracinesche abbassate per tutti. Solo le farmacie e i supermercati non hanno smesso di lavorare, ma comunque hanno dovuto fare i conti con protocolli assai rigidi. Anche la maison d’alta moda vestina, Brioni, ha ceduto il passo al coronavirus. «La Roman Style (il comparto produttivo di Brioni) anticiperà l'indennità di cassa integrazione che i dipendenti troveranno regolarmente con la prossima busta paga di aprile, con le relative variabili di marzo», sottolineano i rappresentanti sindacali Luca Piersante (Uiltec Uil), Antonio Perseo (Filctem Cgil) e Leonardo D'Addazio (Femca Cisl).
«I lavoratori sono in cassa integrazione dal 12 marzo e solo una sessantina di loro, lunedì 20 aprile, ha ripreso l'attività lavorativa per produrre mascherine. Attualmente la Roman Style ha comunicato di riprendere le attività il 4 maggio, a meno che non arrivino novità che consentano una ripresa prima», dicono i sindacati.
A pagare dazio anche il piccolo commercio, alle prese con tasse, fornitori e mancati incassi. «Le problematiche sono diverse per ogni tipo di attività, ma mi auguro che si possa riaprire al più presto in modo da ripartire piano piano», dice la presidente dell’associazione operatori economici pennesi, Antonietta Cantagallo. «L’unica nota positiva è che forse la gente non andrà nei centri commerciali e così facendo si potrà ridare vitalità al paese. Noi commercianti dobbiamo combattere con tutte le nostre forze per poterci rialzare. Sono più che sicura che anche questa volta ce la faremo», sottolinea Cantagallo.
L’assessore al bilancio e alle attività produttive del Comune di Penne, Gilberto Petrucci anticipa: «Stiamo studiando i meccanismi per indennizzare le imprese del territorio e aiutare le famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza epidemiologica, senza sovrapporci alle misure messe in campo dal Governo nazionale e dalla Regione. Pensiamo a un sostegno economico mirato a compartecipare alle spese di bollette di gas e luce dei nuclei familiari senza reddito o indennizzi pubblici, contabilizzate nei mesi di marzo e aprile. Per le piccole attività economiche, come negozi, bar, ristoranti, parrucchieri o estetiste, rimasti chiusi a seguito dell’emergenza coronavirus, prevediamo un ventaglio di interventi che saranno pianificati dopo il decreto Aprile nel quale il Governo finanzierà, molto probabilmente, i Comuni con una iniezione di liquidità volta a coprire la contrazione delle entrate correnti. I primi interventi che porteremo all’esame del Consiglio comunale, nel quale sarà approvato anche il bilancio di previsione 2020, prevede la costituzione di un fondo straordinario per le famiglie di 12mila euro, è un primo intervento, mentre attiveremo un secondo fondo, di circa 8mila euro, per le spese legate alla sanificazione di parchi e strutture comunali». In sintesi, dice Petrucci: «Fare sistema: deve essere questa la parola d'ordine per la Fase 2 di Penne. Dobbiamo unire le forze e trasformare questo momento così difficile in un’opportunità per rilanciare la nostra economia: negli ultimi 4 anni abbiamo subito tre calamità naturali che hanno messo in ginocchio il territorio. Ci rialzeremo anche questa volta. I pennesi sono forti. Dobbiamo saper guardare non solo all'immediato, ma anche al futuro, mettendo Penne tra le città che sapranno offrire, fin da subito, un'organizzazione ottimale tenendo insieme sicurezza e valorizzazione delle nostre ricchezze».
A fine aprile sarà erogata la seconda tranche di buoni spesa destinati ai nuclei familiari in difficoltà a causa della crisi epidemiologica.

