«Un luogo dove il tempo scorreva più lento»

«Sembrava un luogo separato, dove il tempo scorreva più lento e valevano altre regole. Un confine invisibile lo isolava da Pescara». Così la scrittrice Donatella Di Pietrantonio (nel tondo) nel suo...
«Sembrava un luogo separato, dove il tempo scorreva più lento e valevano altre regole. Un confine invisibile lo isolava da Pescara». Così la scrittrice Donatella Di Pietrantonio (nel tondo) nel suo ultimo libro “Borgo sud”(edizioni Einaudi), a pagina 35, descrive il quartiere dei pescatori a pochi passi dal Ponte del Mare, altro simbolo della città separata dal fiume. Lungo quelle stradine, un tempo impolverate, e oggi ammantate d'asfalto con qualche crepa di troppo e le fogne che non riescono sempre a tirare l'acqua delle piogge, la scrittrice di Arsita, nel teramano che lavora a Penne come dentista e innamorata di Pescara, ha camminato e conosciuto volti e storie. «Non passava nessuno per strada», scrive, «né a piedi né in auto, le persiane erano chiuse, i furgoncini del pesce accostati ai marciapiedi». Annota, ancora: «Ci siamo addentrate tra le palazzine popolari e le case a uno o due piani. Ma era pulito, nemmeno una carta buttata per terra. Qualche muro era dipinto con motivi ingenui, mi sono attardata a guardarne uno con un marinaio muscoloso che tirava in secca la barca». E un uomo «a torso nudo mangiava il cocomero su un balcone». (c.co.)

