Un milione mezzo di fondi per occupare 500 giovani

Enti di formazione: ecco che cosa fare per presentare le domande alla Regione
L'AQUILA . Un milione e 500mila euro per inserire giovani disoccupati nel mondo del lavoro. La Regione ha appena pubblicato il nuovo bando "Garanzia giovani". Una misura che, secondo l'assessore alle politiche del lavoro, Piero Fioretti, «darà la possibilità a circa 500 disoccupati, tra i 18 e i 29 anni, di entrare in un percorso formativo che li porterà all'assunzione lavorativa». La durata dei corsi sarà variabile, dalle 50 alle 200 ore ed entro quattro mesi dalla conclusione dell'attività, potrà sfociare in un contratto di lavoro. A discrezione dell'ente formativo, per i partecipanti è previsto anche un rimborso spese, di circa 300 euro mensili. Gli organismi accreditati, in Abruzzo, sono circa 130, che entro novembre 2020 potranno rispondere al bando e avviare i percorsi formativi rimborsabili dalla Regione, con una copertura massima del 70% rispetto al costo totale.
TROVARE LAVORO. «Siamo convinti che questa nuova misura possa riservare piacevoli soprese ai giovani Neet», dice Fioretti, «che, di fronte ad un'offerta formativa variegata, possono sceglie il percorso che permette loro di avere maggiori chance per entrare nel mercato del lavoro, in base alle effettive esigenze delle aziende». Sono circa 130 gli organismi di formazione, destinatari della misura 2A, prevista nel bando «che saranno chiamati», afferma Fioretti, «a predisporre un catalogo formativo adeguato, che guardi alle effettive e concrete esigenze degli imprenditori presenti sul territorio. Se si rafforza il dialogo tra organismi di formazione e aziende, il bando Garanzia Giovani è destinato ad avere quel successo che ci aspettiamo».
I REQUISITI. Gli enti di formazione, che avranno tempo fino al 30 novembre del prossimo anno per rispondere al bando, inoltrando domanda esclusivamente tramite la piattaforma telematica disponibile all'indirizzo app.regione.abruzzo.it/avvisipubblici/, potranno attivare corsi per i 500 giovani tra i 18 e i 29 anni, non iscritti a scuole o università e che non siano, al momento, impegnati in altre esperienze formative. I corsi avranno una durata variabile, fino a un massimo di 200 ore in aula, con la possibilità discrezionale, da parte degli enti, di prevedere il rimborso spesa per i ragazzi. La parte più interessante riguarda l'obiettivo finale: l'inserimento nel mercato del lavoro entro quattro mesi dal termine dell'attività.
CONTRO LA DISOCCUPAZIONE. «La Regione non ha inserito un rimborso diretto per i ragazzi che si iscriveranno», evidenzia Fioretti, «ma è un passaggio successivo, che può prevedere l'ente di formazione in base all'offerta formativa». Il rimborso spese, in questo caso, non supererà i 5 euro al giorno.
«Il bando», aggiunge l'assessore Fioretti, «è indirizzato verso quelle che sono le esigenze del mondo datoriale, per intercettare le richieste che arrivano dalle imprese e che possono essere soddisfatte attivando un'opportuna formazione dei giovani da inserire nel mondo del lavoro». Il termine per la presentazione delle domande, da parte degli organismi di formazione, è abbastanza lungo: «Per consentire di completare il catalogo dell'offerta formativa. I percorsi devono essere progettati proprio in funzione delle esigenze raccolte dai datori di lavoro, dalle associazioni di categoria o dalle organizzazioni sindacali, per ampliare il più possibile le chance di inserimento lavorativo del ragazzi, dotandoli di strumenti che consentano di confrontarsi con altri candidati, nelle procedure di selezione, da una posizione di maggiore forza. I datori di lavoro devono, infine, avere sede operativa nella nostra regione e attivare sul territorio gli eventuali contratti».
RIMBORSI. La Regione provvederà al rimborso fino al 70 per cento delle spese sostenute per l'attivazione e la fruizione didattica dei corsi formativi. Rimborso che verrà riconosciuto, come scritto nel bando, «a conclusione delle attività ed erogato in un'unica soluzione, a seguito dell'esito positivo dei controlli».
Il rimanente 30 per cento è riconoscibile, invece, alla successiva collocazione del giovane nel posto di lavoro «entro 120 giorni dalla fine del corso, con un contratto di lavoro a tempo determinato di almeno dodici mesi o a tempo indeterminato, anche in somministrazione o apprendistato».
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