Un molo alla foce del fiume Saline minaccia gli animali

18 Maggio 2016

Dossier degli ambientalisti inviato a Comune, Regione e Arta «L’imbarcadero causerebbe il deterioramento dell’habitat»

MONTESILVANO. Un imbarcadero di 600 metri alla foce del Saline che rischia di danneggiare irrimediabilmente la fauna che vive nell’area fluviale. E’ l’ultima segnalazione, in ordine temporale, dell’associazione Nuovo Saline, presieduta dal tecnico ambientale Gianluca Milillo, che ancora una volta torna ad accendere i riflettori sulle criticità del fiume montesilvanese, più croce che delizia della città adriatica.

L’associazione in questi giorni ha presentato un dossier di 20 pagine, indirizzato al Comune di Montesilvano, alla Regione Abruzzo e all’Arta, focalizzato sulla «cantierizzazione di non meglio identificate strutture di rimessaggio e banchinamento natanti». Stando alle verifiche effettuate da Nuovo Saline, tre privati sarebbero in procinto di realizzare tre diversi moli di attracco, costruiti però senza soluzione di continuità, nel tratto di fiume compreso tra il ponte ferroviario e la foce, per una lunghezza di circa 600 metri. Le strutture, già in parte realizzate, andrebbero a sostituire il precedente imbarcadero, di dimensioni molto più ridotte e presente fino allo scorso anno sulla sponda opposta del fiume, ossia quella di Città Sant’Angelo.

«Dai nostri accertamenti abbiamo scoperto che la Regione ha concesso il superamento di vincoli paesaggistici», spiega Milillo, «mentre non si è rispettato alcun obbligo di legge sulla tutela delle specie ittiche e aviarie viventi nel fiume e nelle aree adiacenti». Per questa ragione l’associazione lancia un grido d’allarme. «Ribadiamo come oggi le specie animali presenti in quel tratto di fiume sono classificate nella Lista rossa Iucn (International union for conservation of nature and natural resources) come vulnerabili o a rischio estinzione e come le direttive comunitarie impongano la preservazione totale degli habitat dove vivono». Nel documento, in cui vengono riassunte tutte le specie animali presenti nell’area interessata dal progetto, si evidenziano anche le ragioni del rischio corso da uccelli e pesci. «Il movimento dei sedimenti nel tratto terminale della foce, provocato dall’elevato numero dei natanti in transito», aggiunge Milillo, «deteriorerebbe in modo drammatico, sotto il profilo della dispersione/sospensione di inquinanti, l’intero segmento fluviale, cosa che in uno stato di quiete non avverrebbe con la stessa intensità, senza contare l’inquinamento acustico di superficie e subacqueo. Ciò causerebbe quindi il deterioramento dell’habitat, cancellando di fatto ogni forma di vita ittica, di anfibi, crostacei, flora acquatica e impedirebbe la sosta degli uccelli migratori».

Evidenziando come nel progetto di banchinamento della sponda, i soggetti proponenti non prevedano alcuna valutazione d’impatto sulla fauna, l’associazione giudica il costruendo molo «la più grande opera artificiale a danno della biosfera del Saline», con impatti diretti peggiori anche dell’ex discarica di Villa Carmine, attualmente posta sotto sequestro per sversamento di percolato. «Pertanto, attraverso un documento tecnico», conclude Milillo, «chiediamo al Comune, alla Regione e all’Arta che si intervenga, nei modi previsti dalla legge, per fermare l’iter costruttivo dell’imbarcadero e per rimuovere le opere edili invasive già realizzate».

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