Un teatro per il Conservatorio «Patto in Parlamento per i fondi»

20 Agosto 2023

I deputati rispondono all’appello del presidente e promettono di trovare altri 5 milioni per i lavori Di Nicola: «Il progetto è importante e tutti sono d’accordo nel portarlo avanti». Ecco le proposte

PESCARA. I parlamentari, tutti ancora in vacanza, ieri hanno preso l’impegno per il Conservatorio Luisa D’Annunzio: dal 5 settembre, alla ripresa delle attività della Camera dei deputati e del Senato, proveranno a trovare 5 milioni necessari per i lavori. I deputati e i senatori di maggioranza ne parleranno con i ministri e i sottosegretari; i politici di opposizione appoggeranno l’iniziativa provando a fare fronte comune. Un patto non scritto per costruire anche un teatro auditorium da 500 posti. Questa l’intenzione espressa durante il vertice con i politici convocato dal presidente del Conservatorio, Maurizio Di Nicola, per fare il punto sui fondi già disponibili – 10 milioni per riqualificare la sede storica di palazzo Mezzopreti e l’ex scuola media Muzii in via Saffi sprofondata nel degrado – e, soprattutto, sui soldi che mancano, cioè 5 milioni a causa degli aggiornamenti al progetto e del rialzo dei prezzi.
All’incontro hanno partecipato i deputati Guerino Testa di FdI, Nazario Pagano di Forza Italia, Daniela Torto del M5S, Luciano D’Alfonso del Pd e Alberto Bagnai della Lega, collegato in videoconferenza. Due messaggi di «disponibilità» sono arrivati dal senatore FdI Etel Sigismondi e dal deputato di Azione Giulio Sottanelli. Presenti anche il sindaco Carlo Masci (Forza Italia) e il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli (Lega). Al termine del dibattito, esprime «una soddisfazione contenuta» il presidente del Conservatorio: «Registro come positiva la presenza e non è stata una presenza di facciata perché ognuno dei parlamentari ha preso l’impegno di approfondire la questione attraverso i propri canali. Tutti sono d’accordo nel ritenere il progetto importante».
Il Conservatorio ha ottenuto un finanziamento di 10 milioni nel 2020 ma, adesso, quei fondi non bastano più a coprire tutto l’intervento: il ministero dell’Università, che fa capo ad Anna Maria Bernini, ha fatto sapere che non concederà un euro in più e l’autorizzazione a partire con l’appalto arriverà soltanto quando saranno trovati anche gli altri 5 milioni mancanti, da fonti pubbliche e private. «Solleciterò un nuovo incontro con il ministro Bernini per trovare una soluzione entro settembre perché il progetto è importante nella sua interezza», commenta Pagano.
D’Alfonso lancia la proposta a Masci – il Comune è la stazione appaltante – di bandire la gara in attesa di trovare una soluzione: un modo di fare ispirato probabilmente da una massima a cui D’Alfonso è legato, quella del sindaco emerito di Barcellona, Pasqual Maragall, che recita: «Qui si può fare, poi si vede come». Una proposta – «Bisogna pregiudicare subito l’uso dei soldi già disponibili», queste le parole del deputato Dem – che però non sembra aver trovato la disponibilità di Masci. «Come M5S abbiamo fatto la nostra parte negli anni al governo del Paese, ora tocca in primis al governo Meloni e al governatore Marsilio fare la propria per completare il discorso», dice Daniela Torto, «ma è una causa nobile e urgente e confermo la massima disponibilità verso le necessarie azioni». «Saremo sempre al lavoro per il bene del territorio», la promessa di Testa. Tra i presenti anche il direttore uscente del Conservatorio, Alfonso Patriarca, e Roberta De Nicola, che a breve prenderà il suo posto. «Spero in un percorso condiviso tra i partiti. Mi hanno assicurato tutti che, a settembre, ne riparleremo», conclude Di Nicola intenzionato a proseguire la ricerca dei fondi: «Regione Abruzzo e mecenati privati saranno i prossimi obiettivi dell’attività di sensibilizzazione».