Un viaggio nel tempo da Ostia Aterni alla città del domani

18 Dicembre 2015

PESCARA. «Le radici del futuro. Da Ostia Aterni alla Pescara del domani». Si chiuderà martedì, 22 dicembre, una mostra che punta a rilanciare il percorso storico della città, e i suoi tesori nascosti,...

PESCARA. «Le radici del futuro. Da Ostia Aterni alla Pescara del domani». Si chiuderà martedì, 22 dicembre, una mostra che punta a rilanciare il percorso storico della città, e i suoi tesori nascosti, che potrebbero svolgere un importante incentivo al turismo culturale in città. Il viaggio nel tempo è offerto dalla rassegna curata dallo storico Licio Di Biase, responsabile Aurum – che con l’assessore comunale al Patrimonio culturale Paola Marchegiani, ha prestato all’esposizione molti pezzi appartenenti alla sua collezione privata - riporta alla luce tratti noti della città, ma speso non valorizzati.

È il caso delle foto che immortalano i sotterranei dei bastioni appartenenti alla cosiddetta Piazzaforte della città. Insomma, quella sorta, chiamiamola così, di cinta muraria, che dalle attuali via Caduta del Forte, fino a via Conte di Ruvo, e dalla ferrovia fino a ponte Risorgimento, chiudeva quello che una volta era il primo nucleo urbano. Un’opportunità, per Pescara, quella di creare dei percorsi sotterranei, mai presa pienamente in considerazione, tanto che al momento sono chiusi i passaggi che tempo addietro permettevano un ingresso. Ma ci sono anche altri pezzi da da ammirare nella mostra, in questi giorni teatro di incontri culturali e di visite da parte di scolaresche, e che per qualche giorno ha anche ospitato il registro battesimale, datato 1667, della parrocchia dei Sette Dolori. Come il registro delle delibere, dell’università (intesa come Civitas) di Pescara, che riporta la data del 1786, intitolato Il Libro dè Parlamenti, oppure foto e giornali d’epoca, immagini delle sculture sul ponte Littorio e altro ancora, ripercorrendo duemila anni di storia.

«È un punto di coagulo», ha detto l’assessore alle Politiche culturali, Giovanni Di Iacovo, «che comprende tutti gli aspetti della storia cittadina». Diversi gli incontri ancora previsti, all’interno della mostra, prima della chiusura. Ieri, uno spazio è stato dedicato a “Dopo l’Unità d’Italia:Pescara cambia volto. Verso il nuovo Comune e la nuova Provincia”, mentre oggi, alla stessa ora, ci sarà “Il Novecento a Pescara. Gli otto luoghi identitari e la politica di tutela». (VdL)

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