Un viaggio nella memoria della stazione diventata museo

9 Novembre 2015

La più bella stazione di Parigi che nel 1986 diventa uno dei più affascinanti musei del mondo: "Le variazioni d'Orsay", il nuovo romanzo grafico di Manuele Fior, (Coconino Press, pp. 72 a colori,...

La più bella stazione di Parigi che nel 1986 diventa uno dei più affascinanti musei del mondo: "Le variazioni d'Orsay", il nuovo romanzo grafico di Manuele Fior, (Coconino Press, pp. 72 a colori, euro 16) è un vero e proprio viaggio nelle stanze del celebre museo parigino, ma è anche l'occasione per ripercorrere alcuni momenti salienti della storia dell'arte.

Un visitatore che si sofferma "troppo vicino al quadro" per gustare certi particolari e una guardiana zelante sono l'occasione per un sogno che comincia all'interno de "L'incantatrice di serpenti" di Henri Rousseau, per aprire poi le porte a un percorso temporale dal giorno in cui Degas incontrò Ingres fino ai contrasti tra l'arte impressionista che stava nascendo e un pubblico incapace di comprenderne la forza espressiva, passando per il giorno in cui Ingres incontrò la perfetta modella per "La sorgente". Insomma, Fior non si nega nulla: gioca con le opere d'arte, trae spunto da esse per raccontare fatti e vicende biografiche, ma divaga anche, in un'atmosfera onirica ispirata proprio dalla visione dei quadri.

Al solito, la qualità del suo disegno è indiscutibile, qui davvero al meglio delle sue possibilità, forse anche per questo continuo confrontarsi con capolavori che egli mostra di conoscere bene, ma soprattutto di amare nel profondo. Una trama volutamente frammentaria, eppure scorrevole, meditando sulla forza e l'importanza dell'atto creativo.