Un volontario credette all’allarme
Dopo il no della funzionaria, la telefonata di Marcella fu girata per caso a un giovane
PESCARA. Non gli crede la funzionaria della Prefettura che alle 18,20 del 18 gennaio prova a convincere per telefono che c’era stata una valanga sull’hotel Rigopiano. Ma a Quintino Marcella crede, mezz’ora dopo, un semplice volontario della Protezione civile, del gruppo “Volontari senza frontiere” che dalle 15 alle 18,30 aveva vigilato l’accesso alla golena nord dov’era esondato il fiume Pescara. Per questo il Cot della Questura aveva il suo numero su cui viene dirottata inspiegabilmente la seconda chiamata di Marcella. Alle 18,56 il ristoratore di Silvi a cui il sopravvissuto Giampiero Parete si era rivolto per chiedere aiuto, è disperato. Nessuno gli crede, e questo grida al telefono all’ignaro volontario che a quell’ora è rientrato a casa. «Piuttosto agitato, mi gridava che nessuno voleva credere alla sua segnalazione», riferisce il giovane agli investigatori della Mobile che subito dopo la tragedia ricostruiscono la gestione delle prime richieste di soccorso.
Il volontario cerca di tranquillizzarlo, «ma purtroppo», spiega, «ha interrotto la comunicazione e non sono stato in grado di ricontattarlo perché quella chiamata mi era passata dalla sala operativa della questura». A quel punto, dopo aver chiamato il presidente della sua associazione, il giovane segnala la richiesta di soccorso alla prefettura. «Alle 19,22 ho interloquito con una donna alla quale, dopo essermi qualificato, ho spiegato di aver ricevuto la richiesta di soccorso da parte di tale Quintino Marcella che aveva segnalato il crollo dell’hotel Rigopiano. Purtroppo la donna con la quale ho parlato, pur avendo recepito l’informazione e la gravità della segnalazione, mi ha liquidato brevemente dicendomi che avrei dovuto richiamare».
Il volontario a quel punto chiama la sala operativa della questura e nel chiedere di verificare l’eventuale crollo dell’hotel Rigopiano si ritrova in linea telefonica con i carabinieri di Penne. Anche qui, alla richiesta di verificare la segnalazione, il volontario si sente rispondere dall’operatore che tale richiesta era ben nota, che non sapeva cosa rispondere al riguardo e di non avere notizie di crolli al Rigopiano». Ma alle 19,24 la sala operativa della questura lo contatta di nuovo passandogli Marcella da cui stavolta il giovane riesce a farsi dare tutte le informazioni compreso il numero di Giampiero Parete che lui stesso contatta subito dopo, per poi avvisare nuovamente la sala operativa della Prefettura. Dove, dopo la chiamata dello stesso Parete alle 19 alla centrale operativa del 118 di Chieti, vengono finalmente creduti tutti. (s.d.l.)

