«Una città turistica non può chiudere presto»

3 Giugno 2020

Pasetti, titolare di locali in piazza Muzii: la clientela si è ridotta del 30 per cento, così non si va avanti

PESCARA. «Vogliamo essere molto ligi alle regole anti-Covid, ma una città turistica non può permettersi di far chiudere a mezzanotte i locali». A parlare così è Pierluigi Pasetti, noto imprenditore e titolare di alcuni locali nella zona di via Battisti e piazza Muzii.
Pasetti, ha saputo che il Comune ha prorogato l’ordinanza sugli orari di chiusura dei locali fino al 14 giugno?
«Sì, ne sono a conoscenza. Voglio far presente una cosa. L’ordinanza impone la chiusura a mezzanotte, ma noi titolari dei locali non è che a mezzanotte finiamo la somministrazione, a quell’ora dobbiamo mandare via i clienti. Quindi, la somministrazione deve finire prima. Siamo costretti a dire alle persone di lasciare il tavolo, il che non è bellissimo. Bisogna considerare che le persone che arrivano in secondo serata sono verosimilmente turisti che sono andati a cena fuori. Ora, se ti alzi alle 23 o alle 23,30 dal tavolo, te ne resti a casa. Un croato, un danese o un italiano che deve andare a dormire alle 23,30 non viene più a Pescara, andrà altrove».
Chiederete al sindaco di allungare al più presto gli orari?
«Sì, non come esercenti. Lo chiederemo come città turistica e commerciale. Questi orari di chiusura anticipata sono stati adottati per evitare assembramenti, ma dobbiamo concertare insieme quando ripristinare un orario che dia lustro alla città. È la città che non se lo può permettere, al di là del mio business. Ma, ripeto, il turista che viene qui e trova chiuso non torna. Viene qui per vivere, non per dormire, altrimenti resta a casa. Dobbiamo stabilire al più presto con le autorità, sempre che i contagi rimangano in questo modo, quando estendere gli orari o, quantomeno, stabilire che a mezzanotte termina la somministrazione, evitando però di dover mandare via la gente. Una persona che arriva alle 23,30, dopo dieci minuti non può più bere e né posso dirle di portare via la bevanda perché l’asporto è consentito fino alle 20».
Ma come sta andando l’attività dopo la riapertura?
«Lavoriamo al 70 per cento della clientela, rispetto all’anno scorso e l’occupazione è scesa al 60 per cento, perché la redditività si è ridotta».
Ora tornerà, in compenso, la vigilanza pagata da voi.
«Abbiamo il salotto buono della città e non vogliamo perderlo. Vogliamo rendere più bella questa zona. La vigilanza privata, in realtà, è già ripartita e andrà avanti fino ad ottobre. Vogliamo far rispettare l’uso della mascherina, le distanze e gli orari di chiusura. I vigilanti sono sei in totale».(a.ben.)
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