«Una coalizione ampia per le regionali»

27 Giugno 2023

Marinelli parla da segretario del Pd e (prima del verdetto del Molise) si rivolge agli alleati per lanciare la sfida al Marsilio bis

PESCARA. Il Pd imprime un’accelerata ai tempi della politica. Lo fa rispetto all’assemblea del partito che si svolgerà tra il 7 e l’8 luglio, ma già ieri mattina il (futuro) segretario regionale, il 39enne di Castel di Sangro Daniele Marinelli, candidato unitario, è stato presentato ufficialmente in conferenza stampa dall’uscente Michele Fina e da Pierpaolo Pietrucci, presidente della Commissione congressuale (mentre in Molise le urne erano ancora aperte). È un allungare il passo in vista delle elezioni regionali del prossimo anno, aprendo a tutte le possibili componenti della coalizione per una alleanza ampia che comprenda dalle realtà civiche ai Cinque Stelle, con Italia viva e le forze di sinistra. Il Pd si pone come locomotore per le elezioni 2024, puntando a esprimere il nome del candidato presidente della Regione.
LE PRIORITÀ DI MARINELLI
Marinelli, spinto da un Pd «unito», ha già in mente le sfide da affrontare nei prossimi mesi. E la più importante è rappresentata dalle regionali, delle quali parlerà già durante l’assemblea, che vede come «primo momento di mobilitazione». «L’idea del futuro dell’Abruzzo» è già chiara, nella sua mente, «dopo 4 anni persi» per questa terra a causa di «un governo regionale che lavora male, con risultati deludenti se non disastrosi, la cui preoccupazione è stata quella di assecondare i referenti romani». Il neo-segretario del Pd (da formalizzare) boccia senza se e senza «l’autonomia differenziata appoggiata dal presidente Marco Marsilio. Non ci possiamo permettere che passi», spiega. E guarda ai possibili alleati del Pd. «Serve una larga alleanza democratica e progressista, di forze civiche e politiche: siamo in condizione di unirle e di costruire un perimetro che stia dentro la vita delle persone, che si basi su una nuova idea dell’Abruzzo. Investiremo ogni risorsa su salute e sanità», annuncia contestando all’esecutivo regionale «tagli, chiusure e dimensionamenti».
E poi, elencando le priorità, aggiunge: «Avremo bisogno di un patto per la sicurezza sul lavoro, serve una legge quadro sulle politiche attive del lavoro e bisogna attivarsi sugli ammortizzatori sociali. La scuola va potenziata con investimenti e si deve puntare sul diritto allo studio. Diritti e la lotta alle disuguaglianze sono ai primi posti delle priorità e va fatto uno sforzo sulle infrastrutture. E ancora ricostruzione e Nuova Pescara», sono gli altri temi posti da Marinelli nella prima uscita pubblica. «Dobbiamo costruire una nuova idea dell’Abruzzo» conclude con la convinzione che «sapremo ridare speranza e fiducia a questa regione e dare un governo agli abruzzesi che si occupi dei loro sogni».
«COALIZIONE AMPIA»
Parla di «coalizione larga» anche Fina, soddisfatto dell’unità del partito, «il più or ganizzato e radicato che però non ha alcuna voglia di fare il primo della classe, di rivendicare primati», anzi apre agli altri facendo un «atto di umiltà collettiva». E propone «un patto abruzzese, figlio della necessità di mettere insieme tutte le forze alternative».
Dall’esito del voto in Molise, «regione cugina», Fina, alle 11 di ieri, si attendeva «il segnale di una possibile alleanza, anche più ampia qui in Abruzzo». Ma il verdetto delle urne, cioè la sconfitta degli alleati Pd-M5S, probabilmente impone un momento di riflessione.
«mettere tutti insieme»
«Se siamo bravi a mettere tutti insieme, vinceremo le elezioni», dice Pietrucci che attribuisce al centrosinistra unito un consenso «del 52%, contro il 48% della destra». E Silvio Paolucci, capogruppo in Regione, scrive i punti del programma, per «aggredire i fallimenti che ci lascia Marsilio (ricandidato): meno abitanti, migrazione giovanile, meno prestazioni sanitarie, zero infrastrutture».