Una corona per le vittime del 1943

1 Settembre 2024

Davanti al Comune di Pescara la cerimonia per il bombardamento di 81 anni fa

PESCARA. Ieri il ricordo del bombardamento su Pescara, avvenuto 81 anni fa. Davanti a palazzo di città è stata deposta una corona di alloro sotto la targa dedicata alle numerose vittime, per non dimenticare.
Alla presenza del sindaco Carlo Masci, del prefetto Flavio Ferdani, del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e del presidente del Consiglio comunale Gianni Santilli, si è svolta la cerimonia di commemorazione del bombardamento di Pescara del 31 agosto 1943. In largo Chiola c’erano i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'arma, con l'Anpi, i rappresentanti delle forze dell'ordine, il comandante della polizia locale Danilo Palestini, assessori e consiglieri comunali. Per la Regione era presente Antonio Blasioli. Una corona a nome della città di Pescara è stata deposta sotto alla targa che ricorda le vittime. La benedizione è arrivata da padre Carlo Mattei.
«Abbiamo voluto commemorare una delle pagine più dolorose della storia di Pescara: il bombardamento del 31 agosto 1943», ha detto il sindaco Masci. «Una data che ha segnato profondamente la nostra comunità, lasciando cicatrici indelebili nella memoria collettiva. Quel giorno, le bombe sganciate dalle forze americane sulla nostra città portarono morte e distruzione, spezzando vite e lasciando dietro di sé un senso di perdita che ancora oggi risuona nel cuore di tanti».
Masci ha allacciato la memoria con l’attualità: «Ricordare i fatti tragici di quel giorno di 81 anni fa ci consente di riflettere su ciò che sta accadendo oggi in altre parti del mondo, in particolare i racconti di guerra tra Ucraina e Russia e tra Israele e Palestina, dove la brutalità del conflitto continua a mietere vittime innocenti, creando emergenze umanitarie dalle proporzioni devastanti. Oggi, come allora, vediamo l'orrore della guerra, l'assurdità della violenza che non risparmia nessuno e che colpisce duramente i più deboli, i bambini, le donne, gli anziani. Ricordare il bombardamento del 31 agosto 1943 non significa solo onorare la memoria di chi ha perso la vita in quella tragica giornata, un numero altissimo che ancora oggi non è stimabile e che, certamente, supera le duemila persone, ma anche ribadire con forza il nostro impegno per la pace, per il dialogo, per la solidarietà tra i popoli. Nel commemorare quel giorno terribile, rinnoviamo il nostro impegno a essere una città che non dimentica, ma che guarda al futuro con speranza, determinata a costruire un mondo migliore per tutti».