Una discarica vicina al depuratore

In via Fosso Cavone spuntano rifiuti di ogni genere visibili dall’Asse attrezzato
PESCARA. Il segno dell'inciviltà colpisce questa volta in via Fosso Cavone, alle spalle del depuratore, nella zona tra via Raiale e via Tiburtina. Accanto alle grandi vasche dei liquidi fognari cresce e si moltiplica una discarica a cielo aperto, ben visibile dall'Asse attrezzato, che si estende lungo via Fosso Cavone e che si conclude con un vicolo cieco parallelo alla trafficata strada Tiburtina.
Un mare colorato di bidoni rossi e taniche blu, svuotati di sostanze probabilmente tossiche, nascosti tra la folta e incontrollata vegetazione che si inerpica lungo i cancelli di vecchie fabbriche industriali della zona. Non mancano pacchi di tegole ancora incellophanati, adagiati su mucchi enormi di plasticume di vario genere e vecchi pezzi di ricambio di automobili. Ma forse anche di attrezzi meccanici di stampo industriale.
Enormi bidoni rossi con la scritta Solvex all'esterno dei cancelli di cemento degli stabilimenti, alcuni in disuso, altri no, fanno intuire che nei contenitori ci siano, o ci siano state, tracce di solventi chimici. Decine di contenitori buttati proprio nelle vicinanze di abitazioni che si estendono lungo il tracciato che dalla Tiburtina arriva fino a ridosso degli impianti di depurazione.
Uno spettacolo di degrado ambientale ben visibile dagli automobilisti in transito lungo l'Asse attrezzato in direzione Pescara, reso ancora più preoccupante dalla presenza di case abitate lungo il percorso. Una montagna di calcinacci spezzati fa il paio con un'altra collinetta di terra che nasconde altri mucchi di rifiuti. Una discarica, che si alimenta giorno dopo giorno a causa della pessima educazione di cittadini che non hanno alcun rispetto per l'ambiente.
E che prolifera , ben protetta dalla alta vegetazione, a poche centinaia di metri, in linea d'aria, dai capannoni di Attiva, la società che si occupa della raccolta dell'immondizia, i cui vertici hanno più volte rinnovato ai cittadini l'appello al decoro e alla pulizia.
Il direttore generale dell'Industria del recupero Massimo Del Bianco, nei mesi scorsi, aveva ammonito: «La città viene sporcata con continuità», aveva detto il direttore generale, «questa condizione impedisce di avere, istante per istante, una città costantemente pulita e senza rifiuti». (c.c.)
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