Una folla di ragazzi in lacrime per l’addio a padre Egidio Ricci

16 Giugno 2020

Musica, canti, preghiere e ricordi insieme a Valentinetti nel cortile del convento dei frati cappuccini della Basilica

PESCARA. Musica, canti, preghiere e ricordi. E' stato un saluto affettuoso, caloroso e molto sentito quello a padre Egidio Ricci, morto all'alba di due giorni fa a 84 anni. Ieri mattina centinaia di persone, con tanti frati arrivati da tutta la regione e anche da fuori Abruzzo, si sono ritrovate nel cortile del convento dei frati minori cappuccini della Basilica Madonna dei sette dolori per l'ultimo saluto al frate originario di Ateleta che era arrivato a Pescara 13 anni fa e prima ancora era stato in varie località abruzzesi e nella Capitale, lasciando ovunque un segno, un bel segno. Si notava, ieri mattina, la presenza numerosa e composta dei bambini, che erano la sua passione: anche a Pescara, come altrove, si è occupato in modo particolare dei più piccoli, riuscendo sempre a fare breccia nel loro cuore, e si era dedicato alla cura dell'orto del convento. Ieri c'era il suo gruppo di chierichetti, c'erano i rappresentanti degli oratori che il frate ha guidato nel tempo, da Lanciano a Vasto, da Sulmona a Roma, e non poteva mancare il gruppo Armonia di famiglie, l'associazione di volontariato, culturale e musicale nata qui, in parrocchia, proprio grazie a padre Egidio e a Sandra D'Adamo. A presiedere la cerimonia funebre è stato l'arcivescovo, Tommaso Valentinetti, e con lui c'erano - tra gli altri - padre Nicola, che è il padre provinciale, il padre guardiano Franco Nanni, con il parroco della Basilica, padre Vincenzo Di Marcoberardino: lui ha trascorso 22 anni con il frate appena scomparso, sono stati insieme in varie sedi, e ieri ha letto e distribuito la poesia che ha scritto proprio per padre Egidio in occasione dei suoi 50 anni di sacerdozio.
«E' stato un vero frate, che ha abbracciato le regole di San Francesco, umile e piccolo», ha detto Valentinetti scattando una istantanea perfetta di padre Egidio, mentre i suoi chierichetti gli hanno voluto leggere una lettera di commiato, anche se è stato solo un arrivederci. L'hanno letta come se fosse lì ad ascoltarli e in pochi passaggi hanno riassunto e ripercorso tutto il cammino fatto insieme, da quando «sei arrivato nella nostra parrocchia con il tuo bagaglio carico di amore, felicità, gioia, esuberanza e carità. Avevi un dono: riuscivi a entrare nel cuore di ognuno e al centro di tutto ci sono sempre stati i bambini: li hai visti crescere, poi li hai sposati e hai battezzato i loro figli, con una parola di incoraggiamento ai più piccoli a fare i chierichetti, e una di rassicurazione per le mamme», hanno scritto i suoi ragazzi di questo frate tanto amato.
Lo hanno definito «un eterno bambino con una grande forza e un briciolo di spensieratezza» che accettava di salire sul furgoncino con 12-13 bambini per volta, solo per fare un esempio delle avventure vissute negli anni.
Padre Egidio lascia un grande vuoto, ma prende già forma un ricordo con «le famose 4 b: bello, buono, beato e birichino». E lascia una certezza, nei chierichetti, quella del nuovo incontro che ci sarà con lui, quando «ci riprenderai in braccio uno a uno», conclude la lettere.
Anche da Armonia di famiglie un saluto accorato che sa di ringraziamento perché questa bella realtà «ha coronato il desiderio di coinvolgere con il canto i genitori dei bambini della parrocchia. E la presenza di padre Egidio, i suoi insegnamenti, i suoi abbracci e anche i suoi schiaffoni hanno fatto crescere il nostro cammino di fede». E proprio da questo gruppo, che ha animato la celebrazione, è arrivato il saluto finale, accorato ed emozionante, con le parole e la musica di "Laudato sii, O mi Signore". Un inno alla vita.
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