Una folla in lacrime: la bara di Angelozzi portata dagli amici

Chiesa gremita ai Colli per l’addio al 58enne rappresentante punto di riferimento per anni della movida pescarese
PESCARA. Un bon vivant con la testa sulle spalle: è questo il ricordo che lascia Carlo Angelozzi, un bell'esempio che Pescara saluta dopo una malattia incurabile che se l'è portato via a meno di 58 anni, in sei mesi o poco più, e dopo l'apprensione di una famiglia unita e di tantissimi amici che non hanno abbandonato nemmeno un momento il loro Carletto e i suoi cari nel momento più difficile.
Lo si è visto anche ieri nel momento del commiato, nella parrocchia di Cristo Re, ai Colli, dove in una chiesa gremita la città ha salutato uno dei protagonisti dei suoi anni più belli. Quelli del Gattopardo, nei primi anni 70, dove ora c'è Caffè Venezia, locale storico come il vicino bar di Pantalone, diventato poi il Caffè degli Artisti, fino alla fine degli anni Settanta, quando a Pescara centro è nato il consolato della movida, Thomas, guidato per un ventennio formidabile dalla famiglia Verrocchio. In quella via Regina Elena invasa ogni giorno da migliaia di persone, dalle sei del pomeriggio fino a tarda notte, c'era un gruppo di punta di viveur, e c'era Carlo Angelozzi. Incarnazione dell'ironia per gli amici, brillante e spassoso ma concreto, capace di costruire un'ottima professione di rappresentante di prodotti di cosmetica e una bellissima famiglia. Classe 1958, Carlo Angelozzi se ne è andato troppo presto e ieri Pescara gli ha tributato il saluto più bello, stringendosi intorno alla moglie Michela, al figlio Walter, ai fratelli Mirko e Silvia e ai genitori. A portare il feretro c'erano alcuni degli amici più stretti di Carlo, come Massimo Belli, Lorenzo Livello, Paolo Di Zenobio, Vidervallo Baboro, Diego Spacca e soprattutto Florindo Testa che, durante la cerimonia funebre, ha voluto ricordare l'amico. «Eravamo compagni di scuola e abbiamo condiviso al da Vinci gli anni più belli», ricorda Testa, «specialmente la pallavolo, vera passione di Carlo, lui che non era un gigante di statura sul campo lo era invece in squadra, nel sestetto glorioso del nostro liceo contava davvero tanto. Carlo era una persona incredibile e anche da ragazzo, dietro una apparente spacconeria, nascondeva una comprensione profonda della vita». In tanti gli hanno reso omaggio ieri: da Raffaele Di Vincenzo a Gianni Paglione e Gigi Del Monaco, da Maurizio Mancini a Giancarlo De Leonardis, da Michele Russo a Luca Mastromattei e ancora Guerino Testa, Stefano Cardelli, Nico Lerri, Luigi Alfieri, Berardino Fiorilli, Dino D'Incecco, Lello Faieta e molti altri ancora. Come Achille Lalloni, impossibilitato a tornare per i funerali, che dalla provincia di Bologna ha dato via facebook il suo ultimo saluto all'amico. «Il 26 giugno scorso Carlo aveva partecipato come tantissimi amici di un tempo al compleanno di Scheletrino, all'anagrafe Claudio Tinaro, un caro amico comune. È stata un'occasione per ritrovarci. Una bella serata al Samboa a Pescara Vecchia».
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