Una foto scattata dall’alto Fa capire i danni dell’incendio

L'AQUILA. L'abetina distrutta, alle falde del Gran Sasso, da cui si innalzano colonne di fumo. Tutt'intorno la distesa di prateria divorata dalle fiamme. E' l'immagine, proposta da Gaetano Falcone,...
L'AQUILA. L'abetina distrutta, alle falde del Gran Sasso, da cui si innalzano colonne di fumo. Tutt'intorno la distesa di prateria divorata dalle fiamme. E' l'immagine, proposta da Gaetano Falcone, presidente del Cai Abruzzo. Un'immagine simbolo degli incendi che stanno devastando il patrimonio boschivo abruzzese, Campo Imperatore e i boschi della catena orientale del Gran Sasso. «Incendi frutto dell'incuria, del pressapochismo, della scarsa attenzione all’ambiente e alla natura», denuncia Falcone, che parla di «un danno ambientale incalcolabile, all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga, originato da un turismo di massa incontrollato, disordinato, che in questi giorni si è riversato sulla piana di Campo Imperatore. I danni non sono solamente ambientali ed economici, ma anche di immagine perché ad essere offuscata è la meraviglia senza tempo del piccolo Tibet, paesaggio, come lo definiva Fosco Maraini, “da ascoltare e da osservare”. Paesaggio violentato, imbrattato, ed ora ferito dall’ignoranza e dalla superficialità di gruppi incontrollabili e non controllati». Il presidente del Cai chiama in causa le istituzioni e gli enti locali «che hanno l’obbligo, il dovere di regolamentare, controllare ed educare al rispetto dell'ambiente». (m.p.)

