Una messa per ricordare Arnaldo Laterza, l’architetto morto davanti all’ospedale

Sarà celebrata questa mattina, alle 9, nella chiesa di San Pietro Apostolo, una messa per ricordare l’architetto Arnaldo Laterza, morto tre anni fa a 65 anni. Laterza, ex dirigente della Provincia e...
Sarà celebrata questa mattina, alle 9, nella chiesa di San Pietro Apostolo, una messa per ricordare l’architetto Arnaldo Laterza, morto tre anni fa a 65 anni. Laterza, ex dirigente della Provincia e noto professionista (al centro, nella foto), spirò all’alba davanti al pronto soccorso, dove era arrivato con la sua macchina perché si sentiva poco bene. Si era fermato con l’auto in via Fonte Romana e, dopo aver superato la sbarra di accesso all’ospedale, si era accasciato a terra. Per lui non ci fu niente da fare.
Lo ricorda la sorella Angela, sottolineando i meriti professionali di Laterza: è stato lui, ad esempio, il progettista del restauro del palazzo Mezzopreti di Pescara, sede del Conservatorio Luisa D’Annunzio, che gli ha consentito di ricevere dei riconoscimenti nazionali e internazionali, e del palazzo che ospita l’istituto Tito Acerbo. È stato sempre lui a seguire il progetto di riqualificazione di Villaggio Alcyone e, come libero professionista, ha progettato la villa dell’imprenditore Carlo Toto, in viale Regina Elena. Per lo stesso gruppo ha curato come interior designer l’architettura degli interni della sede. Chi lo ha conosciuto lo ha descritto, dopo la morte inattesa, come «un riferimento sociale per le generazioni di architetti, un pescarese verace, una memoria per la città». Il sindaco Alessandrini ne aveva esaltato «la grande sensibilità e la tendenza al bello».
Lo ricorda la sorella Angela, sottolineando i meriti professionali di Laterza: è stato lui, ad esempio, il progettista del restauro del palazzo Mezzopreti di Pescara, sede del Conservatorio Luisa D’Annunzio, che gli ha consentito di ricevere dei riconoscimenti nazionali e internazionali, e del palazzo che ospita l’istituto Tito Acerbo. È stato sempre lui a seguire il progetto di riqualificazione di Villaggio Alcyone e, come libero professionista, ha progettato la villa dell’imprenditore Carlo Toto, in viale Regina Elena. Per lo stesso gruppo ha curato come interior designer l’architettura degli interni della sede. Chi lo ha conosciuto lo ha descritto, dopo la morte inattesa, come «un riferimento sociale per le generazioni di architetti, un pescarese verace, una memoria per la città». Il sindaco Alessandrini ne aveva esaltato «la grande sensibilità e la tendenza al bello».

