Una nuova discarica alla foce del Saline: rifiuti sparsi ovunque

Plastica e copertoni abbandonati vicino ai grandi alberghi Allarme per una sostanza gelatinosa prodotta dai crostacei
MONTESILVANO. Bottiglie di vetro, lattine, buste di plastica. E ancora: copertoni, fazzoletti, ombrelloni e detriti di ogni genere. Sono i rifiuti abbandonati incivilmente alla foce del Saline che, sommati all’area dismessa dell’ex River Side, offrono una cartolina davvero desolante di uno dei luoghi più turistici di Montesilvano.
A pochi passi dai grandi alberghi e dal Palacongressi, dove anche nel periodo invernale gli ospiti delle strutture ricettive non mancano, il degrado la fa da padrone e stride fortemente con il contesto.
Se l’intera via Maresca è stata oggetto di riqualificazione, con nuovi marciapiedi, pavimentazioni colorate e con la grande installazione «I love Montesilvano», non può dirsi altrettanto della foce del Saline. Ad aver migliorato la situazione nella parte terminale della strada, è solo la realizzazione del murales di Simone Carraro, che ha restituito dignità e colore a una vecchia struttura dismessa.
Ma proseguendo nella passeggiata, l’incuria e l’inciviltà emergono con prepotenza. A cominciare dall’area dove una volta sorgeva il grande mulino e che oggi è completamente abbandonata, con tutti gli elementi arrugginiti, rotti e pericolosi, dal momento che la zona è accessibile a chiunque. Così come ad essere collassata su se stessa è anche la staccionata in legno del ponticello che conduce al fiume. È a partire da questo punto che la situazione peggiora ad ogni passo fino al termine degli scogli che separano il mare dalla spiaggia. Qui, nascosti tra i massi o direttamente a portata di sguardo, spuntano centinaia di rifiuti lasciati incivilmente da chi utilizza quest’area per pescare, per bivaccare o, nelle ore notturne, per appartarsi in macchina.
A rivelarne le attività sono proprio i rifiuti che si incontrano, come bottiglie e lattine di birra, preservativi, cartacce, pacchetti di sigarette, fazzoletti o strumenti utilizzati per la pesca. Non mancano anche rifiuti ben più ingombranti, come pneumatici o scarti della stagione balneare ormai terminata, che sono stati ammucchiati in grandi cataste. È in questo contesto che i turisti passeggiano e i pescatori pescano, nonostante la presenza di un apposito divieto. Ed è proprio da uno di loro che arriva la segnalazione della presenza di una «materia viscida trasparente e mucosa che rimane attaccata ai galleggianti». A tranquillizzare i pescatori in merito è Gianluca Milillo, di Nuovo Saline. «E’ un fenomeno naturale che succede in questo periodo», spiega. «Alcuni tipi di crostacei, riproducendosi, attaccano le uova con una sostanza gelatinosa. Le maree la portano verso il fiume e il fiume di nuovo verso il mare, per questo c’è una concentrazione maggiore proprio alla foce. Però vorrei ricordare a questo pescatore che la pesca alla foce del Saline è vietata».
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